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Posts Tagged ‘Testimoni di Pace’

Alle ore 20.30 di mercoledì 6 dicembre, presso l’Aula Magna dell’Istituto “S.Caterina” Madri Pie in Via G.D. Buffa 6 ad Ovada, ricordiamo don Walter Fiocchi attraverso i suoi pensieri, le omelie, i libri a tre anni dalla morte. fiocchi_laugh
La vita di Walter Fiocchi, Testimone di Pace 2014, è stata segnata dall’amore per la Terra Santa e dall’impegno per la pace in Palestina.
Nato il 5 marzo 1950 a Carpineti (Reggio Emilia), Walter Fiocchi compie gli studi a Milano; dal 1977 risiede ad Alessandria e viene ordinato sacerdote il 9 settembre 1978.
È stato Segretario di Mons. Charrier, direttore dell’Ufficio Scuola Diocesano, direttore dell’Ufficio Pastorale giovanile, segretario generale del XVI Sinodo Diocesano, successivamente Vicario per la Pastorale. Dal 2009 alla sua morte, avvenuta il 6 luglio 2014, parroco della Parrocchia di San Giorgio di Castelceriolo.
E’ stato formatore della campagna nazionale promossa da Pax Christi “Ponti e non Muri”; collaboratore di “Adista”, cofondatore di “Appunti alessandrini”, sempre schierato, per usare le sue parole, dalla parte di una Chiesa che combatte contro le idolatrie del denaro, del potere, della forza violenta, dell’egoismo, della corruzione, che sceglie di non rimanere neutrale, che non si gira dall’altra parte, che non si fa parte di una sola parte, che non scansa chi incontra per strada, che preferisce essere seminatrice più di speranze che di paure, che preferisce avere le porte aperte anche se può infilarsi un intruso, per evitare di allontanare anche uno solo.
Insieme con Mara Scagni e altri amici nel 2004 don Walter fonda l’Associazione “L’Ulivo e il Libro”, che ha come obiettivo primario la promozione di iniziative nell’ambito educativo, per favorire la cultura della pace, il rispetto dei diritti umani, la nonviolenza e la solidarietà, favorendo e sostenendo lo studio di ragazzi e ragazze palestinesi e immigrati.
“E’ sulla via del comune interesse e passione per la Palestina che il Centro “R.Corrie” incontra don Walter Fiocchi e quindi “L’Ulivo e il Libro”, con cui abbiamo condiviso diverse iniziative – l’ultima è questo incontro per ricordarlo insieme sia con chi lo ha conosciuto e amato sia con chi vuole conoscerlo attraverso la testimonianza dei suoi libri e delle sue omelie”, afferma Sabrina Caneva, presidente del Centro per la Pace e la Nonviolenza Rachel Corrie.
In Palestina, dove don Walter era conosciuto come Abuna Walter, il suo ricordo vive anche grazie a testimonianze tangibili: a Ramallah un’importante strada intitolata a lui collega il centro della città con la zona universitaria, mentre alle porte di Gerico, città gemellata con Alessandria, è nato un grande parco con palme, ulivi e aiuole che disegnano la scritta Walter Fiocchi con dei fiori.

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Jeff HalperJeff Halper sarà in Italia da lunedì 9 a domenica 29 ottobre per presentare il suo saggio “La Guerra contro il Popolo. Israele, i Palestinesi e la Pacificazione Globale”, un’esplicita denuncia contro la cosiddetta “industria della pacificazione globale”. Coordina il tour nazionale il Centro per la Pace e la Nonviolenza Rachel Corrie in collaborazione con Edizioni Epokè.
L’autore, professore di Antropologia e candidato Premio Nobel per la Pace nel 2006, muove la sua critica a Israele e agli altri Paesi del “sistema-mondo”. Ci offre un punto di vista interno, di chi come lui conosce da vicino sia il contesto mediorientale sia quello occidentale, Stati Uniti in primis. Halper, basandosi su dati precisi, fa un’analisi antropologica, sociale e politica dei rapporti di forza tra le nazioni, fornisce numerose spiegazioni all’egemonia israeliana sulle periferie del sistema-mondo e denuncia l’utilizzo dei più sofisticati sistemi d’arma di intelligenza artificiale. Il tour sarà occasione di confronto e momento di riflessione sul comportamento dello Stato israeliano sia nei confronti dei palestinesi, sia degli altri soggetti geopolitici coinvolti nella pacificazione globale.
Il nostro incontro con Jeff Halper avviene nel 2007 quando, nell’ambito di Testimone di Pace, il Centro per la Pace gli conferisce il Premio Speciale per la Pace “Rachel Carrie” «per il suo costante impegno a favore della pace, la sua lotta alla demolizione delle case palestinesi, all’occupazione e ai trasferimenti forzati della popolazione non ebraica». Il forte legame che si instaura deriva proprio dalla condivisione degli stessi principi e valori, primo fra tutti il tema della lotta contro la demolizione delle case. Da qui la collaborazione tra l’autore e la nostra associazione, che ne ha curato la versione italiana del libro “Ostacoli alla Pace” prima e di “La Guerra contro il Popolo” poi.
La guerra contro il popolo Copertina (solo fronte) (1)Il tour di Jeff Halper partirà da Milano il 9 e si concluderà a Roma il 27 ottobre.
Ad Ovada l’incontro con Jeff si terrà venerdì 20 ottobre alle 17.30 presso la Sala Quattro Stagioni del Municipio in V. Torino 69. Ecco il calendario aggiornato degli incontri italiani di Jeff Halper con noi dal 9 al 27 ottobre. Clicca qui per aprirlo.

Puoi ascoltare qui l’intervista andata in onda venerdì 13 ottobre su Fahrenheit Radio 3 oppure puoi leggere l’intervista in Radio Popolare.

 

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“Il bambino che non voleva essere lupo” di Sabina Antonelli è in ricordo di Vittorio Arrigoni, ucciso a Gaza nel 2011. «Una voce che parla ancora. Una voce che forse non tacerà mai finché ci sarà tanta ingiustizia e tanto dolore in quella terra che ha amato e che ha insegnato ad amare» scrive di lui Patrizia Cecconi. Il ricavato del libro, che è una fiaba illustrata per grandi e bambini, andrà alla Fondazione Vik Utopia, la onlus che realizza progetti che tengono vivo lo spirito di Vittorio, il bambino che non voleva essere lupo.bambinolupo_vik
Il volume è edito da “Segni e parole”, autrice e illustratrice Sabina Antonelli, 12 euro. Viene spedito in una o più copie per via postale. Per richiederlo scrivere a egidiaberetta@tiscali.it

Leggi di seguito il bellissimo ricordo di Vittorio pubblicato da Patrizia Cecconi in Nena News

Era il 2010. Esattamente il 31 maggio. In cinque compagne e in modo piuttosto riservato seguivamo l’azione della prima Freedom Flotilla.

Cercavamo di sollecitare l’attenzione della stampa, convinte che fosse l’unico modo per proteggere gli attivisti che si erano imbarcati per portare aiuti umanitari ai Gazawi assediati e, soprattutto, per denunciare e rompere l’assedio israeliano.
Erano tempi in cui le riunioni alla Rete Romana, che avevamo costituito ufficialmente da non molto, erano più o meno quotidiane e molto vivaci. Non mancavano screzi e contrasti anche forti, come ben si addice a ogni gruppo che abbia valori di sinistra perché, come si sa, senza contraddizione non c’è vita! Ma la Rete aveva senso di esistere e quindi resisteva superando le contraddizioni.
I media in linea di massima ignoravano la missione della Freedom. Fino al 31 maggio. Poi le cose, almeno per qualche giorno, sarebbero cambiate. (altro…)

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Il giornalista Luca Salici ha lanciato una petizione per far accedere Riccardo Orioles alla “Legge Bacchelli”, norma che ha istituito un fondo a favore di cittadini illustri che versino in stato di particolare necessità.
Abbiamo incontrato Riccardo Orioles nel 2010, quando era venuto ad Ovada a ritirare il premio Testimone di Pace per la Sezione Informazione. Giornalista e fondatore de “I Siciliani” insieme a Pippo Fava – direttore della testata, ucciso dalla mafia il 5 gennaio 1984, Riccardo Orioles oggi vive a Milazzo, sua città natale, con una pensione di vecchiaia che non gli consente di continuare le cure per le sue patologie cardiache e gli acciacchi dovuti all’età.
Riccardo dal 6 gennaio 1984 ad oggi lavora per formare nuove generazioni di giornalisti: da Nord a Sud dell’Italia centinaia di cronisti, direttori e redattori di varie testate hanno trovato in lui un maestro della professione, della deontologia, dell’inchiesta.
Vi invitiamo a firmare la petizione cliccando qui

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Buon compleanno, Paolo Dall’Ogliodalloglio_treanni

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Tre anni fa scompariva a Raqqa, Siria, padre Paolo Dall’Oglio. In noi rimane la speranza che sia ancora vivo e la certezza che molti, in Siria e altrove, ne condividano l’impegno per il dialogo religioso e il sogno di un mondo libero da dittatura, fanatismo e violenza.dalloglio_treanni

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Cinque mesi dalla scomparsa di Giulio Regeni al Cairo: Amnesty International Italia con il seguente comunicato stampa sollecita un maggiore impegno da parte della Farnesina :

Alla vigilia del 25 giugno, quando saranno trascorsi cinque mesi dalla scomparsa di Giulio Regeni al Cairo, Amnesty International Italia ha espresso in una lettera al ministro degli Affari Esteri Paolo Gentiloni “preoccupazione per la mancanza di significativi progressi nell’accertamento dei fatti e delle responsabilità per la sua tragica uccisione”.
Nelle settimane successive al ritrovamento del corpo, orrendamente torturato, di Giulio Regeni e di fronte a un obbligo internazionale di svolgere un’inchiesta approfondita e indipendente sulla vicenda e di portarne i responsabili di fronte alla giustizia, le autorità egiziane hanno offerto spiegazioni diverse e contraddittorie, tutte alquanto improbabili, alcune qualificabili come veri e propri depistaggi, e si sono dimostrate nel contempo poco propense a collaborare seriamente con gli organi investigativi e giudiziari italiani.
Negli ultimi mesi, sottolinea Amnesty International, il contesto di violazione dei diritti umani nel quale si colloca la vicenda specifica di Giulio Regeni ha visto un notevole peggioramento: il ricorso alla tortura e alle sparizioni resta pratica comune mentre risulta in aumento la persecuzione ai danni di attivisti e difensori dei diritti umani, tra i quali anche due consulenti dei legali della famiglia Regeni.
Amnesty International Italia ha apprezzato le iniziali prese di posizione del governo italiano, tra cui la scelta di richiamare l’ambasciatore al Cairo e la recente rassicurazione che, per il momento, il nuovo ambasciatore rimarrà in Italia.
Tuttavia, l’organizzazione per i diritti umani ritiene che, con il trascorrere dei mesi, siano maturati i tempi per integrare le risposte sul piano dei rapporti diplomatici con altre misure, indispensabili al fine di assicurare la dichiarata proporzionalità della risposta italiana ai mancati progressi da parte egiziana.
Tra queste, Amnesty International Italia ritiene che costituisca un passo necessario l’interruzione immediata di ogni ulteriore fornitura di armi e altri equipaggiamenti utilizzati per commettere o agevolare gravi violazioni dei diritti umani in Egitto. L’Italia è infatti tra i paesi europei che hanno continuato a esportare in Egitto, anche in tempi assai recenti, sia armi che tecnologie e strumentazioni sofisticate per svolgere attività di sorveglianza, nonostante il rischio elevato che le une e le altre possano essere usate contro il dissenso pacifico.
Sarebbe inoltre opportuno, secondo Amnesty International, che il governo italiano compisse sforzi finalizzati a rafforzare la risposta dell’Unione europea e della comunità internazionale.
L’organizzazione per i diritti umani chiede in particolare al governo italiano di attivarsi affinché l’Unione europea assuma, in coerenza con la risoluzione del parlamento europeo del 10 marzo che definisce opportunamente Giulio Regeni “cittadino europeo”, tutte le iniziative necessarie, tenendo conto che l’accordo di associazione tra Unione europea ed Egitto prevede che il rispetto dei diritti umani sia parte integrante di quell’accordo.
Amnesty International Italia invita inoltre il governo a prendere in considerazione l’ipotesi di promuovere l’adozione di una dichiarazione sulla situazione dei diritti umani in Egitto, che faccia riferimento al caso Regeni, nel Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite.
Un altro meccanismo che Amnesty International Italia invita la Farnesina a valutare, nell’ipotesi che continuassero a mancare progressi nell’accertamento della verità, si colloca nel quadro della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura del 1984, di cui Italia ed Egitto sono stati parte: l’articolo 30 prevede infatti che, a fronte di una controversia relativa all’applicazione della Convenzione, ogni stato parte possa promuovere, nell’ordine, un negoziato, un arbitrato internazionale e, infine, un ricorso unilaterale alla Corte internazionale di giustizia.
Il 25 e 26 giugno, Amnesty International Italia promuoverà una twitter action rivolta al primo ministro Renzi e al ministro degli Affari esteri Gentiloni per chiedere verità per Giulio Regeni.
Roma, 21 giugno 2016
Per interviste: Amnesty International Italia – Ufficio Stampa
Tel. 06 4490224 – cell. 348 6974361, e-mail: press@amnesty.it

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