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Raccogliamo e condividiamo l’appello che La Federazione Nazionale della Stampa Italiana, L’Unione Sindacale dei Giornalisti Rai e Articolo21 rivolgono con urgenza al Presidente Paolo Gentiloni, accogliendo il drammatico messaggio dei giornalisti siriani della martoriata città di Aleppo. Per adesioni: specchiere@gmail.com

I colleghi siriani della stampa libera e indipendente che stanno documentando la mattanza dei civili nella zona est della città ci scrivono denunciando un’ondata di violenze senza precedenti. Già lunedì sera sono stati certamente trucidati numerosi civili di sesso maschile, tra cui anche bambini. Le donne vengono stuprate di fronte ai propri familiari. Alcune di loro, per sottrarsi a simili barbarie, stanno chiedendo ai propri congiunti di ucciderle. Ora tutto è possibile. La colpa di questi civili è di trovarsi nelle zone degli insorti e di essere considerati per questo nemici da trucidare.
I colleghi che stanno raccogliendo queste testimonianze sono anch’essi asserragliati e sanno di avere le ore contate. Aver mostrato al mondo attraverso foto, reportage e interviste la mattanza dei civili siriani in questi oltre cinque anni di violenze ne ha fatto un obiettivo dichiarato del regime di Bashar al Assad, degli Hezbollah e dei loro alleati. Quelli che la propaganda del regime definisce “cumulo di terroristi” sono anche nostri colleghi, che vivono e muoiono in nome della libertà di parola e di opinione.
I colleghi siriani stanno chiedendo l’aiuto di tutti i Paesi dove i diritti umani hanno ancora un valore, affinché si fermi il genocidio dei civili. Il nostro debito non può essere solo morale, dobbiamo attivarci con tutti i mezzi a nostra disposizione per salvaguardarne l’incolumità. Se verranno arrestati e uccisi, morirà con loro la stampa libera e indipendente.
La preghiamo signor Presidente di fare leva sulle autorità nazionali e internazionali affinché l’appello dei nostri colleghi siriani non cada in vano.

Giuseppe Giulietti, presidente FNSI
Raffaele Lorusso, segretario FNSI
Vittorio Di Trapani, segretario UsigRai
Barbara Scaramucci, Articolo21

Laura Silvia Battaglia, Free Lance
Paolo Borrometi, giornalista sotto scorta
Stefano Corradino, Articolo21
Lorenzo Cremonesi, Corriere della Sera
Riccardo Cristiano, Radio Rai
Asmae Dachan, Free Lance
Lorenzo Declich, Free Lance
Fabrizio Feo, Rai
Luca Geronico, Avvenire
Natalia Lombardo, l’Unità
Elisa Marincola, Articolo 21
Marilù Mastrogiovanni, Il tacco d’Italia, Rete Giulia
Antonella Napoli, Articolo21, Limes
Daniele Raineri, Il Foglio
Sigfrido Ranucci, Rai
Amedeo Ricucci, Rai
Cristiano Tinazzi , coll. Il Messaggero
Laura Tangherlini, Rai
Lorenzo Trombetta, Ansa, Beirut
Mario Vitanza , Radio Rai

per adesioni: specchiere@gmail.com

 

Buon compleanno, Paolo Dall’Ogliodalloglio_treanni

Raniero La Valle è giornalista, intellettuale, più volte parlamentare, esponente di rilievo del movimento pacifista e nonviolento. Nel luglio 2008 ha promosso il Manifesto per la Sinistra Cristiana, che si propone anche il rilancio della partecipazione politica e dei valori fondanti del patto costituzionale del ’48 e la critica della democrazia maggioritaria. Di seguito una piccola parte del suo intervento dal titolo “La Verità sul Referendum” sul tema della riforma costituzionale. Ve ne consigliamo la lettura integrale, particolarmente laddove parla dell’11 settembre e del “nuovo modello di difesa”, imperdibili! Scarica la versione integrale di la-verita-sul-referendum

Cari amici,
poiché ho 85 anni devo dirvi come sono andate le cose … Che cosa infatti sta succedendo? ….
E’ in corso una terza guerra mondiale non dichiarata, ma che fa vittime in tutto il mondo. Aleppo è rasa al suolo, la Siria è dilaniata, l’Iraq è distrutto, l’Afganistan devastato, i palestinesi sono prigionieri da cinquant’anni nella loro terra, Gaza è assediata, la Libia è in guerra, in Africa, in Medio Oriente e anche in Europa si tagliano teste e si allestiscono stragi in nome di Dio.
E l’Italia che fa? Toglie lo stipendio ai senatori.
Fallisce il G20 ad Hangzhou in Cina… I grandi della terra…non sanno che fare per promuovere un’economia che tenga in vita sette miliardi e mezzo di abitanti della terra, e l’unica cosa che decidono è di disarmare la politica e di armare i mercati, di abbattere le residue restrizioni del commercio e delle speculazioni finanziarie…
E in tutto questo l’Italia che fa? Fa eleggere i senatori dai consigli regionali…
Ma si dice: ce lo chiede l’Europa. Ma se è questo che ci chiede l’Europa vuol dire proprio che l’istituzione europea ha completamente perduto non solo ogni residuo del sogno delle origini ma anche ogni senso della realtà e dei suoi stessi interessi vitali.
Ma se questa è la distanza tra la riforma costituzionale e i bisogni reali del mondo, dell’Europa, del Mediterraneo e dell’Italia, la domanda è perché ci venga proposta una riforma così.
E’ venuto dunque il momento di dire la verità sul referendum. La verità è rivoluzionaria nel senso che interrompe il corso delle cose esistenti e crea una situazione nuova.
Il guaio della verità è che essa si viene a sapere troppo tardi, quando il tempo è passato, il kairos non è stato afferrato al volo e la verità non è più utile a salvarci… Se si fosse conosciuta prima la bugia di Bush e di Blair, e saputo che le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein non c’erano, non sarebbe stato devastato il Medio Oriente, il terrorismo non avrebbe preso le forme totali dei combattenti suicidi in tutto il mondo e oggi non rischieremmo l’elezione di Trump in America.
La verità del referendum sta dietro di esso, è la verità nascosta che esso rivela: il referendum infatti non è solo un fatto produttore di effetti politici, è un evento di rivelazione che squarcia il velo sulla situazione com’è. È uno svelamento della vera lotta che si sta svolgendo nel mondo e della posta che è in gioco…
Ora, per trovare la verità nascosta del referendum, il suo vero movente, la sua vera premeditazione, bisogna ricorrere a degli indizi, come si fa per ogni giallo…

leggi la-verita-sul-referendum in pdf

In seguito alla polemica alimentata da Israele sulla risoluzione recentemente approvata dell’UNESCO a difesa dei luoghi santi in Gerusalemme e non solo, riteniamo che molti mezzi di informazione non abbiano presentato in modo chiaro la questione, alimentando al contrario la confusione.
Non si può giudicare senza sapere che:
•Israele è una potenza occupante, che come tale viola ripetutamente il diritto internazionale;
•la Spianata delle Moschee a Gerusalemme è un luogo regolato dall’accordo sottoscritto fra Giordania, che ha la responsabilità del luogo sacro ai Musulmani, e Israele.
Pubblichiamo dunque il testo integrale della Risoluzione, leggete e giudicate voi.
In grassetto nel testo della risoluzione le parti che affermano esplicitamente l’importanza che Gerusalemme e le sue mura detengono per le tre religioni monoteiste.
Potete scaricare sia il testo della risoluzione-originale-in-inglese sia la versione-italiana, per cui ringraziamo Globalist.

VIAGGIATORI DI PACE

Travel with fantasy

 

Il Centro per la Pace e la Nonviolenza “Rachel Corrie” e l’Associazione per la Pace e e la Nonviolenza di Alessandria promuovono un concorso dedicato al tema “VIAGGIATORI DI PACE”.

Viaggiare è camminare verso l’orizzonte, incontrare l’altro, conoscere, scoprire e tornare più ricchi di quando si era iniziato il cammino. (Luis Sepúlveda)

Il viaggio era… com’è tipico anche ai nostri giorni di ogni viaggio fatto con intelligenza, una scuola di resistenza, di stupefazione, quasi un’ascesi, un mezzo per perdere i propri pregiudizi, mettendoli in contatto con quelli dello straniero.
(Marguerite Yourcenar)
Gli alunni sono invitati a riflettere sul significato profondo del viaggio, inteso non come una successione di luoghi da vedere e fotografare, ma come occasione di incontro con realtà e persone diverse, che ci può portare ad una migliore conoscenza di noi stessi, degli altri e del mondo che ci circonda.

Scarica il bando-del-concorso e la scheda di adesione.

israele-palestina-la-guerra-dell-acqua_medium
foto: aljazeera.com
Dal 21 al 23 Settembre, la città di Venezia ha ospitato la fiera WATEC, un incontro principalmente business to business tra aziende che si occupano di tecnologie idriche. La fiera nel Pala Expo di Marghera, visitabile comprando un biglietto dal costo di circa 100 euro, è stata organizzata dalla società Israeliana Kenes Exhibition. E’ la prima volta che l’evento si tiene in Europa: nato a Tel Aviv, WATEC ospita molte aziende israeliane che sono in prima fila nella realizzazione e nella vendita di tecnologie idriche, dalla gestione delle acque reflue alla desalinizzazione dell’acqua.
Tra queste, l’azienda statale israeliana Mekorot, una delle dieci aziende dell’acqua più potenti al mondo. La Mekorot nacque nel 1937, ovvero 11 anni prima della nascita dello Stato di Israele. Già questo è un dato importante, che fa riflettere sull’esistenza di un progetto politico a lungo termine per la costruzione di uno stato, legato anche al controllo dell’acqua. Come la stessa azienda riconosce nel proprio sito web, l’acqua è un bene fondamentale, una “condizione essenziale per la vita”. Proprio questo è uno dei punti di partenza dell’intervento di Renato Di Nicola- del forum italiano dei movimenti per l’acqua- nel corso dell’incontro “H2Occupation”, che si è tenuto a Venezia Lunedì 19 Settembre. A questo evento hanno partecipato anche Amira Hass, giornalista israeliana per il quotidiano Haaretz e per Internazionale, e Stephanie Westbrook, rappresentante del movimento BDS (Boycott, Divestment,Sanctions).
“H2Occupation” nasce in risposta alla fiera WATEC di Venezia, per sensibilizzare circa la situazione idrica in Israele e Palestina. Infatti, da decenni si assiste ad un vero e proprio processo di espropriazione delle risorse naturali palestinesi, nello specifico in questo caso delle risorse idriche, a favore dello Stato di Israele.
La giornalista Amira Hass, osservando il pubblico con aria greve, ha descritto la situazione a partire dai dettagli più piccoli, e al tempo stesso, più evidenti: “Come posso distinguere una casa palestinese da una israeliana? Ebbene, una casa palestinese avrà sempre un serbatoio d’acqua, nero e cilindrico, sul tetto, al contrario di quella israeliana. Inoltre, se una casa è circondata da un giardino verde e rigoglioso, si tratterà di una casa israeliana; non perché a noi israeliani piaccia di più la clorofilla, ma perché i palestinesi dispongono di una quota di acqua, oltre la quale i rubinetti rimangono secchi”, spiega la Hass, che vive da 25 anni a Ramallah, la capitale amministrativa della Cisgiordania. Amira è un esempio estremamente isolato di cittadina israeliana che vive in Palestina Continua a leggere »

In occasione della riunione alle Nazioni Unite di oggi lunedì 19 settembre, che vedrà i leader di tutto il mondo riuniti per adottare la cosiddetta Dichiarazione di New York per la Migrazione, lavorando insieme “su un approccio umanitario e coordinato per affrontare i grandi movimenti di rifugiati e migranti”,  Medici Senza Frontiere ha presentato un rapporto dedicato ad alcune situazioni d’emergenza che sono all’origine di tali movimenti.
Il rapporto di Msf è intitolato “Reality Check. Come stanno le cose” e presenta nove gravi emergenze che coinvolgono migranti e rifugiati. Solo nell’ultimo anno “5.749 persone sono decedute alle frontiere di tutto il mondo”. Quello che si può trovare nel documento non è «uno sguardo esaustivo sul tema della migrazione ma mostra la realtà testimoniata nei progetti di Msf, che assistono alcuni dei 65 milioni di sfollati forzati e dei 244 milioni di migranti presenti oggi nel mondo”.

Scarica qui il rapporto “Reality Check. Come stanno le cose” di MSF.

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