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Archive for the ‘Le iniziative del Centro’ Category

Jeff HalperJeff Halper sarà in Italia da lunedì 9 a domenica 29 ottobre per presentare il suo saggio “La Guerra contro il Popolo. Israele, i Palestinesi e la Pacificazione Globale”, un’esplicita denuncia contro la cosiddetta “industria della pacificazione globale”. Coordina il tour nazionale il Centro per la Pace e la Nonviolenza Rachel Corrie in collaborazione con Edizioni Epokè.
L’autore, professore di Antropologia e candidato Premio Nobel per la Pace nel 2006, muove la sua critica a Israele e agli altri Paesi del “sistema-mondo”. Ci offre un punto di vista interno, di chi come lui conosce da vicino sia il contesto mediorientale sia quello occidentale, Stati Uniti in primis. Halper, basandosi su dati precisi, fa un’analisi antropologica, sociale e politica dei rapporti di forza tra le nazioni, fornisce numerose spiegazioni all’egemonia israeliana sulle periferie del sistema-mondo e denuncia l’utilizzo dei più sofisticati sistemi d’arma di intelligenza artificiale. Il tour sarà occasione di confronto e momento di riflessione sul comportamento dello Stato israeliano sia nei confronti dei palestinesi, sia degli altri soggetti geopolitici coinvolti nella pacificazione globale.
Il nostro incontro con Jeff Halper avviene nel 2007 quando, nell’ambito di Testimone di Pace, il Centro per la Pace gli conferisce il Premio Speciale per la Pace “Rachel Carrie” «per il suo costante impegno a favore della pace, la sua lotta alla demolizione delle case palestinesi, all’occupazione e ai trasferimenti forzati della popolazione non ebraica». Il forte legame che si instaura deriva proprio dalla condivisione degli stessi principi e valori, primo fra tutti il tema della lotta contro la demolizione delle case. Da qui la collaborazione tra l’autore e la nostra associazione, che ne ha curato la versione italiana del libro “Ostacoli alla Pace” prima e di “La Guerra contro il Popolo” poi.
La guerra contro il popolo Copertina (solo fronte) (1)Il tour di Jeff Halper partirà da Milano il 9 e si concluderà a Roma il 27 ottobre.
Ad Ovada l’incontro con Jeff si terrà venerdì 20 ottobre alle 17.30 presso la Sala Quattro Stagioni del Municipio in V. Torino 69. Ecco il calendario aggiornato degli incontri italiani di Jeff Halper con noi dal 9 al 27 ottobre. Clicca qui per aprirlo.

Puoi ascoltare qui l’intervista andata in onda venerdì 13 ottobre su Fahrenheit Radio 3 oppure puoi leggere l’intervista in Radio Popolare.

 

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Si terrà nei giorni di venerdì 26 e sabato 27 maggio 2017, presso la Loggia di San Sebastiano di Ovada, la Mostra dei lavori del Concorso “Viaggiatori di Pace” organizzato dal Centro per la Pace e la Nonviolenza “Rachel Corrie” e dedicato alle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di tutto l’Ovadese.
La premiazione avverrà sabato 27 maggio, sempre presso la Loggia, alle ore 11.Travel with fantasy
Hanno partecipato con entusiasmo al Concorso una trentina di classi dell’Istituto Comprensivo di Ovada, di Molare, di Rivalta Bormida e dell’Istituto Santa Caterina Madri Pie. Un pieno coinvolgimento che ha visto la partecipazione di più di 700 alunni e di tanti insegnanti che hanno lavorato con impegno e professionalità producendo lavori di grande bellezza e significato.
Il tema quest’anno era particolarmente complesso e articolato: partiva da due citazioni, una di Luis Sepulveda e una di Margherite Yourcenar per invitare i ragazzi a riflettere sul significato profondo del viaggio, inteso non come una successione di luoghi da vedere e fotografare, ma come occasione di incontro con realtà e persone diverse, che ci può portare ad una migliore conoscenza di noi stessi, degli altri e del mondo che ci circonda. Ovviamente l’esperienza del viaggio può essere stata fatta in prima persona, ma anche appresa attraverso il racconto di un familiare, di un amico o conoscente.
I lavori pervenuti sono il risultato di un “viaggio” che insegnanti ed alunni hanno saputo affrontare mettendosi in gioco e dimostrando, ancora una volta, quanta passione, quanta professionalità e quanta umanità abbiamo nelle nostre scuole.
La mostra resterà aperta con i seguenti orari:
venerdì dalle 9-13 e dalle 14-16;
sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.
La premiazione si terrà sabato alle ore 11.
“Viaggiare è camminare verso l’orizzonte, incontrare l’altro, conoscere, scoprire e tornare più ricchi di quando si era iniziato il cammino”. (Luis Sepúlveda)
“Il viaggio era… com’è tipico anche ai nostri giorni di ogni viaggio fatto con intelligenza, una scuola di resistenza, di stupefazione, quasi un’ascesi, un mezzo per perdere i propri pregiudizi, mettendoli in contatto con quelli dello straniero”. (Marguerite Yourcenar)

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Cinque mesi dalla scomparsa di Giulio Regeni al Cairo: Amnesty International Italia con il seguente comunicato stampa sollecita un maggiore impegno da parte della Farnesina :

Alla vigilia del 25 giugno, quando saranno trascorsi cinque mesi dalla scomparsa di Giulio Regeni al Cairo, Amnesty International Italia ha espresso in una lettera al ministro degli Affari Esteri Paolo Gentiloni “preoccupazione per la mancanza di significativi progressi nell’accertamento dei fatti e delle responsabilità per la sua tragica uccisione”.
Nelle settimane successive al ritrovamento del corpo, orrendamente torturato, di Giulio Regeni e di fronte a un obbligo internazionale di svolgere un’inchiesta approfondita e indipendente sulla vicenda e di portarne i responsabili di fronte alla giustizia, le autorità egiziane hanno offerto spiegazioni diverse e contraddittorie, tutte alquanto improbabili, alcune qualificabili come veri e propri depistaggi, e si sono dimostrate nel contempo poco propense a collaborare seriamente con gli organi investigativi e giudiziari italiani.
Negli ultimi mesi, sottolinea Amnesty International, il contesto di violazione dei diritti umani nel quale si colloca la vicenda specifica di Giulio Regeni ha visto un notevole peggioramento: il ricorso alla tortura e alle sparizioni resta pratica comune mentre risulta in aumento la persecuzione ai danni di attivisti e difensori dei diritti umani, tra i quali anche due consulenti dei legali della famiglia Regeni.
Amnesty International Italia ha apprezzato le iniziali prese di posizione del governo italiano, tra cui la scelta di richiamare l’ambasciatore al Cairo e la recente rassicurazione che, per il momento, il nuovo ambasciatore rimarrà in Italia.
Tuttavia, l’organizzazione per i diritti umani ritiene che, con il trascorrere dei mesi, siano maturati i tempi per integrare le risposte sul piano dei rapporti diplomatici con altre misure, indispensabili al fine di assicurare la dichiarata proporzionalità della risposta italiana ai mancati progressi da parte egiziana.
Tra queste, Amnesty International Italia ritiene che costituisca un passo necessario l’interruzione immediata di ogni ulteriore fornitura di armi e altri equipaggiamenti utilizzati per commettere o agevolare gravi violazioni dei diritti umani in Egitto. L’Italia è infatti tra i paesi europei che hanno continuato a esportare in Egitto, anche in tempi assai recenti, sia armi che tecnologie e strumentazioni sofisticate per svolgere attività di sorveglianza, nonostante il rischio elevato che le une e le altre possano essere usate contro il dissenso pacifico.
Sarebbe inoltre opportuno, secondo Amnesty International, che il governo italiano compisse sforzi finalizzati a rafforzare la risposta dell’Unione europea e della comunità internazionale.
L’organizzazione per i diritti umani chiede in particolare al governo italiano di attivarsi affinché l’Unione europea assuma, in coerenza con la risoluzione del parlamento europeo del 10 marzo che definisce opportunamente Giulio Regeni “cittadino europeo”, tutte le iniziative necessarie, tenendo conto che l’accordo di associazione tra Unione europea ed Egitto prevede che il rispetto dei diritti umani sia parte integrante di quell’accordo.
Amnesty International Italia invita inoltre il governo a prendere in considerazione l’ipotesi di promuovere l’adozione di una dichiarazione sulla situazione dei diritti umani in Egitto, che faccia riferimento al caso Regeni, nel Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite.
Un altro meccanismo che Amnesty International Italia invita la Farnesina a valutare, nell’ipotesi che continuassero a mancare progressi nell’accertamento della verità, si colloca nel quadro della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura del 1984, di cui Italia ed Egitto sono stati parte: l’articolo 30 prevede infatti che, a fronte di una controversia relativa all’applicazione della Convenzione, ogni stato parte possa promuovere, nell’ordine, un negoziato, un arbitrato internazionale e, infine, un ricorso unilaterale alla Corte internazionale di giustizia.
Il 25 e 26 giugno, Amnesty International Italia promuoverà una twitter action rivolta al primo ministro Renzi e al ministro degli Affari esteri Gentiloni per chiedere verità per Giulio Regeni.
Roma, 21 giugno 2016
Per interviste: Amnesty International Italia – Ufficio Stampa
Tel. 06 4490224 – cell. 348 6974361, e-mail: press@amnesty.it

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Sabato 28 maggio 2016 si è svolta presso la Loggia di San Sebastiano, Ovada, la premiazione del concorso DIVERSI DA CHI? ALLA SCOPERTA DELL’ALTRO PER COSTRUIRE UN FUTURO SENZA MURI. Questi i lavori premiati con le motivazioni della giuria, formata da Massimo Arata, Rosy Lasagna, Nicoletta Vogogna. Guarda le foto della premiazione.IMG_2189

CARTACEO
Infanzia: Istituto S.Caterina, Ovada
La rappresentazione iconografica, visivamente d’effetto, rispecchia il percorso realizzato con i bambini in modo efficace.
Primaria: 4^A-B^ Giovanni Paolo II, Ovada
Il cartellone unisce in modo armonico tematicamente la parte testuale e la parte grafica. Questa risulta efficace nel rappresentare l’idea della uguaglianza rispetto alla diversità concentrandosi sul tema della Pace che accomuna tutti gli uomini.
Secondaria di primo grado (ex-equo):
2^D Istituto S. Pertini, Ovada
La classe ha presentato elaborati pertinenti al tema del concorso, scorrevoli e corretti dal punto di vista espositivo. Alcuni testi sono risultati apprezzabili soprattutto per l’apporto delle riflessioni personali.
1^A-2^B Istituto Comprensivo di Rivalta Bormida
E’ risultata particolarmente originale la scelta della tipologia testuale epistolare con la quale gli alunni hanno espresso i propri sentimenti nei confronti della discriminazione razziale. Alcuni testi hanno evidenziato un sincero coinvolgimento emotivo.

MULTIMEDIA
Infanzia: Molare
Il racconto, che include drammatizzazioni e produzione di materiale iconografico, rappresenta in modo tematicamente originale il motivo della diversità che confluisce nell’armonia.
Primaria: 2^B Damilano, Ovada
Il lavoro multimediale affronta efficacemente il tema dell’unione e della condivisione di valori come cammino verso la realizzazione della Pace.
Secondaria di primo grado: 3^E Istituto S.Pertini, Ovada
Si premia l’originalità del soggetto che attualizza un personaggio della letteratura classica, facendone il portavoce di valori universali connaturati nel genere umano.

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PosterPace1Educare alla pace è responsabilità di tutti ma la scuola ha una responsabilità speciale. L’educazione alla pace, ai diritti umani e, quindi, alla cittadinanza democratica è lo “sfondo integratore” dell’intero processo formativo.
Nel contesto attuale, particolarmente frammentato, multi-identitario e conflittuale, fare la pace mediante l’educazione è diventato quanto mai necessario e urgente. Così come è necessario e sempre più urgente attuare quel profondo cambiamento culturale che solo è in grado di trasformare il sogno della pace in realtà. Tutte le sfide cruciali che dobbiamo affrontare (migrazioni, guerre, cambiamenti climatici, impoverimento…) richiedono una crescente consapevolezza e la disponibilità ad assumere nuovi atteggiamenti e stili di vita.
In questo processo ogni scuola deve divenire sempre di più un punto di riferimento positivo per l’intera comunità.
Il Centro per la Pace e la Nonviolenza “Rachel Corrie” con l’Associazione per la Pace di Alessandria, nell’ambito dell’iniziativa nazionale “La mia scuola per la Pace” indetta dalla Tavola della Pace e delle Raccomandazioni redatte dall’Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’intercultura del MIUR, aveva promosso lo scorso 25 settembre un concorso dedicato al tema “Diversi da chi? Alla scoperta dell’altro per costruire un futuro senza muri” dedicato alle scuole dell’Infanzia, primarie e secondarie di primo grado dell’Ovadese.
I partecipanti, dopo aver lavorato su un percorso di educazione alla pace e alla cittadinanza all’interno delle loro classi, hanno prodotto diversi elaborati sul tema in oggetto, in forma di disegni, testi in cartaceo, ipertesti e video.
I lavori pervenuti hanno dimostrato una partecipazione attiva e impegnata da parte di alunni e docenti e confermano la tradizionale sensibilità delle comunità scolastiche del territorio a questi temi. Ringraziamo dunque le classi partecipanti delle Scuola Primarie Damilano e Giovanni Paolo II di Ovada, di Silvano d’Orba e di Rivalta Bormida; quelle dell’Infanzia di Molare e dell’Istituto S.Caterina, nonché le numerosi classi della Scuola Secondaria di primo grado “Pertini” e di quella di Rivalta Bormida, i cui lavori verranno esposti presso la Loggia di San Sebastiano di Ovada.
La mostra, che si avvale del patrocinio del Comune di Ovada, resterà aperta il giorno venerdì 27 maggio dalle ore 8 alle ore 16 con orario continuato. Sabato 28 maggio sarà aperta dalle ore 9,30 alle 12,30 e dalle ore 15 alle ore 18. Tutti sono invitati –alunni, docenti, genitori, nonni, curiosi.
La premiazione pubblica dei lavori vincitori del concorso si terrà sabato 28 maggio alle ore 11.
Sabrina Caneva
Presidente del Centro per la Pace e la Nonviolenza “R. Corrie”, Ovada

Ovada, 21 maggio 2016

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Pubblichiamo l’intervento di Sabrina Caneva, presidente del Centro per la Pace e la Nonviolenza “Rachel Corrie” in occasione dell’incontro pubblico organizzato l’11 dicembre 2015 dal circolo del PD ovadese  come riflessione sugli attentati di Parigi del 13 novembre scorso.

Intanto vorrei sottolineare l’estrema difficoltà ad affrontare un così delicato argomento, che ci tocca tutti quanti da vicino, che tocca in particolare le nostre paure, la parte più vulnerabile e più nascosta di noi stessi.

Un tema che ha bisogno di riflessione e che per essere affrontato seriamente necessita di un po’ di silenzio, di sgombrare il campo da tutta una serie di luoghi comuni, di parole urlate, di improvvisati esperti geopolitici che hanno approfittato appunto delle nostre paure per raggiungere i loro squallidi obiettivi.

La prima cosa a cui ho pensato, dopo l’attentato di Parigi, dopo aver letto i primi titoli dei giornali, era che sarebbe stato necessario un lungo silenzio per pensare prima di proferire qualsiasi parola.

“Chi ha qualcosa da dire si faccia avanti e taccia”, scrisse Karl Kraus1, disperato dal fatto che dinanzi all’orrore della Prima Guerra Mondiale, alla gente non si fosse paralizzata la lingua. Al contrario, gli si era sciolta, creando tutto attorno un assurdo e confondente chiacchiericcio. Tacere per Kraus significava riprendere fiato, cercare le parole giuste, riflettere prima di esprimersi. Lui usò di quel consapevole silenzio per scrivere Gli Ultimi Giorni dell’Umanità, un’opera che sembra essere ancora di un’inquietante attualità.

Dopo il silenzio sono importanti iniziative di dialogo e confronto, come quelle di stasera. In cui tutti siamo parte attiva e non passivi ascoltatori di ogni sorta di fondamentalismo urlato.

La posizione, pertanto, nella quale come Centro Pace vogliamo porci, è quella del dialogo, del confronto, senza pretendere di possedere verità assolute, né posizione giuste o sbagliate. Facciamo nostro uno dei principali valori dell’Occidente: il relativismo, l’unico antidoto contro ogni genere di fondamentalismo. Il mettersi continuamente in discussione con l’umiltà di chi sa di non avere ancora trovato, ma continua a cercare. E’ la ricerca, il cammino verso la verità di cui parla il padre della cultura occidentale, Socrate. La virtù è la ricerca della conoscenza, che probabilmente non sarà mai data completamente nel corso di una sola vita.

Pertanto sgombriamo il campo anche da verità assolute. Io non ne ho. Troppo spesso sono state la bandiera anche di un certo pacifismo e di un certo modo di essere. Il risultato è stato quello di arrivare a personalismi e posizioni autoreferenziali che nulla hanno contribuito al cammino di pace.

Partiamo dalla parola che più abbiamo sentito pronunciare in questi giorni: GUERRA.

È la parola, scrive Marino Sinibaldi2, “più usata, più temuta e più esibita, lanciata come un grido esaltatorio o un epiteto ricattatorio. Siamo in guerra, riconosciamolo. Siamo in guerra, ammettetelo. Dai discorsi dei leader feriti (e indeboliti) la parola rimbalza ai titoli dei giornali come una pallina impazzita e incontrollabile…  È una guerra. Non vogliamo ammetterlo, ci dicono, per cecità laicista o viltà pacifista. La stiamo già perdendo perché non vogliamo riconoscerla, perché il nostro relativismo indebolisce i valori in nome dei quali combattere e ci disarma.

Proviamo, con Sinibaldi, a decostruire questa narrazione. Anche perché se accettiamo questo presupposto allora di conseguenza ne accettiamo tutte le conseguenze e siamo finiti. Il terrorismo ha raggiunto il suo obiettivo. Farci sentire estremamente insicuri, farci rinunciare ai nostri valori in nome di un ineludibile stato di guerra. Intanto dove sarebbe questa novità nell’uso della parola? (altro…)

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