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Archive for maggio 2016

Sabato 28 maggio 2016 si è svolta presso la Loggia di San Sebastiano, Ovada, la premiazione del concorso DIVERSI DA CHI? ALLA SCOPERTA DELL’ALTRO PER COSTRUIRE UN FUTURO SENZA MURI. Questi i lavori premiati con le motivazioni della giuria, formata da Massimo Arata, Rosy Lasagna, Nicoletta Vogogna. Guarda le foto della premiazione.IMG_2189

CARTACEO
Infanzia: Istituto S.Caterina, Ovada
La rappresentazione iconografica, visivamente d’effetto, rispecchia il percorso realizzato con i bambini in modo efficace.
Primaria: 4^A-B^ Giovanni Paolo II, Ovada
Il cartellone unisce in modo armonico tematicamente la parte testuale e la parte grafica. Questa risulta efficace nel rappresentare l’idea della uguaglianza rispetto alla diversità concentrandosi sul tema della Pace che accomuna tutti gli uomini.
Secondaria di primo grado (ex-equo):
2^D Istituto S. Pertini, Ovada
La classe ha presentato elaborati pertinenti al tema del concorso, scorrevoli e corretti dal punto di vista espositivo. Alcuni testi sono risultati apprezzabili soprattutto per l’apporto delle riflessioni personali.
1^A-2^B Istituto Comprensivo di Rivalta Bormida
E’ risultata particolarmente originale la scelta della tipologia testuale epistolare con la quale gli alunni hanno espresso i propri sentimenti nei confronti della discriminazione razziale. Alcuni testi hanno evidenziato un sincero coinvolgimento emotivo.

MULTIMEDIA
Infanzia: Molare
Il racconto, che include drammatizzazioni e produzione di materiale iconografico, rappresenta in modo tematicamente originale il motivo della diversità che confluisce nell’armonia.
Primaria: 2^B Damilano, Ovada
Il lavoro multimediale affronta efficacemente il tema dell’unione e della condivisione di valori come cammino verso la realizzazione della Pace.
Secondaria di primo grado: 3^E Istituto S.Pertini, Ovada
Si premia l’originalità del soggetto che attualizza un personaggio della letteratura classica, facendone il portavoce di valori universali connaturati nel genere umano.

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PosterPace1Educare alla pace è responsabilità di tutti ma la scuola ha una responsabilità speciale. L’educazione alla pace, ai diritti umani e, quindi, alla cittadinanza democratica è lo “sfondo integratore” dell’intero processo formativo.
Nel contesto attuale, particolarmente frammentato, multi-identitario e conflittuale, fare la pace mediante l’educazione è diventato quanto mai necessario e urgente. Così come è necessario e sempre più urgente attuare quel profondo cambiamento culturale che solo è in grado di trasformare il sogno della pace in realtà. Tutte le sfide cruciali che dobbiamo affrontare (migrazioni, guerre, cambiamenti climatici, impoverimento…) richiedono una crescente consapevolezza e la disponibilità ad assumere nuovi atteggiamenti e stili di vita.
In questo processo ogni scuola deve divenire sempre di più un punto di riferimento positivo per l’intera comunità.
Il Centro per la Pace e la Nonviolenza “Rachel Corrie” con l’Associazione per la Pace di Alessandria, nell’ambito dell’iniziativa nazionale “La mia scuola per la Pace” indetta dalla Tavola della Pace e delle Raccomandazioni redatte dall’Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’intercultura del MIUR, aveva promosso lo scorso 25 settembre un concorso dedicato al tema “Diversi da chi? Alla scoperta dell’altro per costruire un futuro senza muri” dedicato alle scuole dell’Infanzia, primarie e secondarie di primo grado dell’Ovadese.
I partecipanti, dopo aver lavorato su un percorso di educazione alla pace e alla cittadinanza all’interno delle loro classi, hanno prodotto diversi elaborati sul tema in oggetto, in forma di disegni, testi in cartaceo, ipertesti e video.
I lavori pervenuti hanno dimostrato una partecipazione attiva e impegnata da parte di alunni e docenti e confermano la tradizionale sensibilità delle comunità scolastiche del territorio a questi temi. Ringraziamo dunque le classi partecipanti delle Scuola Primarie Damilano e Giovanni Paolo II di Ovada, di Silvano d’Orba e di Rivalta Bormida; quelle dell’Infanzia di Molare e dell’Istituto S.Caterina, nonché le numerosi classi della Scuola Secondaria di primo grado “Pertini” e di quella di Rivalta Bormida, i cui lavori verranno esposti presso la Loggia di San Sebastiano di Ovada.
La mostra, che si avvale del patrocinio del Comune di Ovada, resterà aperta il giorno venerdì 27 maggio dalle ore 8 alle ore 16 con orario continuato. Sabato 28 maggio sarà aperta dalle ore 9,30 alle 12,30 e dalle ore 15 alle ore 18. Tutti sono invitati –alunni, docenti, genitori, nonni, curiosi.
La premiazione pubblica dei lavori vincitori del concorso si terrà sabato 28 maggio alle ore 11.
Sabrina Caneva
Presidente del Centro per la Pace e la Nonviolenza “R. Corrie”, Ovada

Ovada, 21 maggio 2016

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Accade a Khalsabad, piccolo villaggio vicino a Gojra. La cappella di fango usata dalle otto famiglie cattoliche è andata distrutta durante l’ultimo monsone. Alla raccolta fondi per il nuovo progetto partecipano contadini, commercianti e uomini d’affari islamici. Sacerdote: “Questo è il dialogo della vita, ma il Pakistan diventa famoso solo per gli episodi di violenza”.

Gojra (AsiaNews) – Contadini musulmani che contribuiscono ad una raccolta fondi per la costruzione di una chiesa cattolica. È il grande gesto di generosità di cui sono protagonisti gli abitanti di Khalsabad, chak (villaggio in lingua urdu) del Punjab, situato vicino a Gojra. Lì le famiglie cristiane sono solo otto, e la cappella di fango che usavano come luogo di culto è stata distrutta dalle piogge monsoniche dell’ultimo anno. Costretti a pregare in casa, i cattolici hanno deciso di fondare una nuova chiesa e hanno chiesto aiuto alla cittadinanza.
“Ho saputo di questo progetto in un incontro comunitario il mese scorso – afferma Dilawar Hussain, negoziante musulmano –. Anche una chiesa è una casa di Allah, la preghiera è ciò che conta. Noi veneriamo lo stesso Dio”. Hussain ha donato 10mila rupie (95 dollari) per la costruzione del nuovo luogo di culto, (altro…)

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Altrove Teatro della Maddalena
Piazzetta Cambiaso, 1
16124 Genova

Venerdì  13 e Sabato 14 maggio 2016 – ore 21
Sabato 14 – ore 18.30 incontro con il pubblico

MI CHIAMO RACHEL CORRIE
Tratto dagli scritti di Rachel Corrie

Drammaturgia a cura di Alan Rickman e Katharine Viner
Traduzione  Monica Capuani e Marta Gilmore
Regia Marta Paganelli
Con Marta Paganelli
Musica dal vivo Michele Capraro

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Nella giungla di Calais.

Alberto è un giovane italiano che vive a Londra e ha passato un paio di giorni come volontario nella cosiddetta “giungla di Calais”, dove dai primi mesi del 2015 si raccolgono migliaia di migranti intorno a un ex centro-vacanze trasformato in centro d’accoglienza dallo Stato. Una distesa sabbiosa, ventosa  e umida a pochi passi dalla tangenziale, a sette chilometri dal centro città e a nove dall’ingresso dell’Euro-tunnel. Leggi il resoconto della sua esperienza di seguito o nel pdf.

L’idea di andare a Calais viene a Giorgia, un’amica italiana conosciuta qui a Londra. Alcuni suoi amici di SOAS (l’università di studi Medio Orientali e Africani di Londra, molto di sinistra) sono andati nel campo profughi a dare una mano diverse volte. Cerco su internet le associazioni che lavorano nel campo, noto come “jungle”, e ne contatto una. Si deve compilare un questionario standard e dopo qualche giorno arriva una risposta prestampata: “siamo contenti che veniate ad aiutarci, vi aspettiamo”. Ci danno l’indirizzo della “warehouse”, un magazzino in cui raccolgono gli aiuti che vengono invitati da tutta Europa che si trova a mezz’ora a piedi dal campo. L’appuntamento è alle 9 al magazzino, ogni giorno c’è una presentazione per i nuovi volontari che vengono successivamente smistati nelle diverse attività (cucina, catalogazione del materiale, distribuzione, ecc.).
Arrivare a Calais è inquietante di per sé: andiamo con un passaggio trovato sul sito BlaBlacar e il conducente, un ragazzo canadese molto simpatico, ha prenotato il posto per l’Eurotunnel. All’ingresso le macchine in coda vengono fatte salire sui treni speciali che percorrono i 50 km di tunnel sotterraneo. Arriviamo al tramonto, e la scena delle macchine che entrano nei convogli sembra fantascienza. (altro…)

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