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Archive for giugno 2014

Di seguito l’articolo apparso su  Haaretz  in cui il giornalista israeliano Gideon Levy chiama gli Stati ad esercitare una forte pressione internazionale su Israele come unico elemento che possa produrre un cambiamento nella situazione israelo-palestinese. Sta parlando di BDS, naturalmente.
Ai responsabili politici, ai deputati e deputate e alla stampa
“In che modo e in che lingua bisogna dirvelo?” chiede Gideon Levy agli Stati Uniti e all’Europa, in un articolo pubblicato dal quotidiano israeliano Haaretz, esigendo sanzioni contro Israele, le uniche in grado – sottolinea – di condurre ad una parità di diritti tra Israeliani e Palestinesi.
Smettete di prosternarvi davanti ad Israele!
“Gli Americani e gli Europei hanno provato con la voce della ragione e hanno fallito. Ormai devono rivolgersi ad Israele con il linguaggio che capisce meglio ( e non è l’ebraico).
Se una comunità internazionale esiste, lo faccia sapere in fretta. Perché al momento è chiaro che non c’è più alcun intervento internazionale in Israele. Gli Americani hanno fatto i bagagli, gli Europei hanno rinunciato, gli Israeliani se ne rallegrano e i Palestinesi sono disperati.
Ogni tanto, un papa o un ministro degli esteri viene a fare un giretto (quello della Norvegia era qui la settimana scorsa), pronuncia a fior di labbra qualche parola, per la pace, contro il terrorismo e le colonie, poi com’era venuto scompare. Al termine del cammino il re è stato rimpiazzato da un clown (vedi Shakespeare). Lasciano il conflitto ai sospiri dei Palestinesi e l’occupazione nelle mani di Israele, di cui ci si può fidare perché la faccia rendere con mano ancor più salda.
Questo ritiro dell’umanità è inaccettabile: la comunità internazionale non ha il diritto di lasciare le cose come stanno, anche se questo è il desiderio più ardente di Israele.
La situazione attuale non è accettabile nel 21° secolo. Effettivamente c’è di che stancarsi se si tratta di tracciare sempre lo stesso solco e di lanciare le stesse battute di scherno ad un sordo. Lo scacco americano mostra che è ora di adottare un altro metodo, mai tentato finora. Il messaggio, e il modo di farlo capire, devono cambiare. Il messaggio deve riguardare i diritti civili e per farlo capire si deve ricorrere alle sanzioni.
Fino ad oggi si è utilizzata la piaggeria nei riguardi di Israele, offrendogli una carota dopo l’altra per tentare di fargli piacere. Questo si è rivelato un fragoroso scacco. Questo non ha fatto altro che incitare Israele a proseguire la sua politica di espropriazione. Anche il messaggio ha fallito: la soluzione a due Stati è divenuta fantomatica. (altro…)

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Alle ore 18 di venerdì 6 giugno al Trulot, Roccagrimalda, rastello_coverconverseremo con Luca Rastello, autore de “I Buoni”, Chiarelettere, marzo 2014.
Chi lo desidera potrà rimanere al termine dell’incontro per una cena informale fra amici e con l’autore, inviando una mail di conferma a  segreteria@centropacecorrie.it oppure a bal@trulot.net

Appena è uscito I Buoni ha dato origine ad una vivace, a tratti aspra, discussione. Il soggetto del libro è infatti il mondo del volontariato professionale -il mondo dei buoni, per l’appunto – a cui Rastello guarda non come a quell’universo monolitico di bontà a cui la retorica enfatica dei media ci ha assuefatti. Poiché Rastello conosce bene quel mondo avendovi lavorato per molti anni, qualcuno, come Adriano Sofri dalle colonne del Foglio del 26 marzo 2014, ha voluto leggere la sua storia romanzata come reale e ha identificato in modo meccanico il don Silvano del romanzo con don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e dell’associazione Libera.  Da quel momento Rastello e il suo libro sono stati al centro di critiche talora ingenerose e feroci. Ma Goffredo Fofi:
Ci sono libri che tutti dovrebbero leggere… ecco I Buoni che è un romanzo ma anche, a suo modo, un saggio storico, filosofico…qui, in forma letterariamente ambiziosa e matura, racconta i professionisti del bene, il volontariato diventato mestiere, e scava nei modi in cui operano le grandi associazioni. Ma non per banale denuncia: per fame e sete di verità, anche a rischio di sembrare ingiusto, eccessivo.
Ci sono i Grandi Fondatori e i loro Amici (giudici, politici, giornalisti, artisti) ma ci sono anzitutto i loro protetti, esseri umani destinati a perdere, che nei buoni hanno creduto di trovare sostegno: c’è il loro dolore, la loro fragilità, anche la loro vendetta… Sul nostro oggi sconvolto, questo è un romanzo sconvolgente e unico, incandescente, che costringe a guardarsi allo specchio e che ha per modello Dostoevskij. (altro…)

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