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Archive for aprile 2014

Da nove mesi Paolo Dall’Oglio è scomparso in Siria, non lo dimentichiamo.

Negli ultimi 3 anni, dall’inizio delle proteste contro il regime di Bashar al-Assad, oltre 100.000 Siriani hanno perso la vita, interi paesi sono stati distrutti e più di 9 milioni di persone hanno dovuto abbandonare le loro case.
Dalle prime proteste popolari del marzo 2011 la lotta fra il regime e l’opposizione si è fatta sempre più violenta e il fronte degli oppositori si è frantumato. L’ONU ha denunciato che entrambi i fronti hanno commesso crimini di guerra, comprese torture, catture di ostaggi, assassini ed esecuzioni sommarie.
Quella che è nata come una sollevazione popolare contro il regime di Assad è diventata una guerra in cui sono intervenuti molteplici attori, che non riescono o non vogliono arrivare ad una soluzione negoziata.
Oltre 2,5 milioni di persone, in gran parte donne e bambini, sono fuggite dalla Siria dall’inizio del conflitto, accolte soprattutto da Libano, Giordania e Turchia. Altri 6,5 milioni vivono in condizione di sfollati all’interno della Siria, molti dei quali non hanno accesso ad alcun tipo di aiuto. L’ONU ha stimato che circa i tre quarti della popolazione siriana hanno bisogno di assistenza medica, cibo, acqua, rifugio. (altro…)

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Jeff Halper* apre un confronto con la componente liberal ebraica americana sullo Stato unico. L’associazione ebraica J. Street sostiene che l’unica soluzione sia quella dei due Stati. Jeff è dell’idea opposta e spiega perché. Da Mondoweiss,  3 aprile 2014

Una lettera aperta a J Street: parliamone
Jeremy Ben-Ami di J Street [J Street, la nuova associazione ebraica americana “liberal” che sostiene la soluzione dei due Stati come conclusione del conflitto israelo-palestinese].
E’ ora di ingoiare il rospo. Noi del campo critico (non/ anti/ post-sionista) per la pace capiamo perchè un’organizzazione sionista liberal come J Street non potrà mai prendere in considerazione, per non dire accettare, la fine della soluzione dei due Stati. lo avete detto voi stessi: la fine della soluzione dei due Stati è la fine di Israele come Stato ebraico; segna la fine del sionismo.
Abbiamo capito perché non potete arrivare fino a questo punto – ma il privilegio di scegliere la soluzione che preferite senza tener conto della sua attualità e praticabilità non è più un’ opzione. Alla luce del fallimento dell’iniziativa di Kerry (e alla fine è fallita, non importa se Abbas può essere convinto a non andare all’ONU), non potete continuare a negare il fallimento della soluzione dei due Stati sulla quale si era basata. Non è stato un errore di Kerry o dei “negoziati” o di “entrambe le parti” e neppure dei falliti negoziatori di Oslo come Martin Indyk che voi e il governo americano continuate a esaltare  che hanno portato a questo risultato; è stata una cosciente, deliberata ed esplicita politica di tutti i successivi governi israeliani fin dal 1967 che hanno reso impraticabile la soluzione dei due Stati. (altro…)

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