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Archive for febbraio 2014

Presentato a Roma il rapporto “Caccia F-35 la verità oltre l’opacità” della campagna “Taglia le ali alle armi”, nuovo contributo all’approfondimento sui cacciabombardieri della mobilitazione che dal 2009 dice NO a questa inutile spesa militare.
In presenza di opacità e carenze informative è ancora una volta il lavoro delle reti della Pace e del Disarmo a mettere a disposizione di politica ed opinione pubblica uno sguardo realistico sul programma militare più costoso della storia.Leggi  il rapporto 2014 “Caccia F-35 la verità oltre l’opacità” della campagna “Taglia le ali alle armi”.

Il programma di acquisto degli F35 ha molteplici risvolti, non è “solo” una questione che riguarda i pacifisti: sono in gioco il modello di Difesa del nostro Paese e le sue politiche di spesa militare, ma più in generale l’impostazione strategica che guida le scelte economico-finanziarie del Governo e l’impiego delle risorse pubbliche in una fase di crisi economica e sociale drammatica  che sta colpendo gran parte dei cittadini italiani.
Governare significa scegliere. Anche e soprattutto in tempi di forte crisi come questi. Gli oltre 14 miliardi per l’acquisto e lo sviluppo dei cacciabombardieri (e più di 52 per l’intera gestione del programma) potrebbero essere spesi molto meglio.
Ciascuna componente acquistata di un F-35 sottrae le risorse necessarie per affrontare le vere priorità del paese, quelle con le quali i giovani, gli studenti, i disoccupati, i lavoratori in cassa integrazione, gli abitanti di territori abbandonati all’incuria si confrontano ogni giorno: mancanza di occupazione, disagio abitativo, servizi sociali insufficienti, territori a rischio idrogeologico.
Di seguito i principali elementi messi in luce nel Rapporto:

  •  Il costo complessivo del programma per l’Italia (se confermati 90 caccia) è in minima ascesa ad oltre 14 miliardi di euro. Ciò dipende dalla crescita dei costi unitari (e aumenterà ancora soprattutto considerando che gli USA stanno pensando ad un taglio nelle acquisizioni); si vocifera di riduzioni nell’acquisto anche nel nostro Paese e ciò comporterà rialzi sui costi unitari. (altro…)

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spettacolosilvano_feb2014ANTONIO LANDIERI, disabile dalla nascita con difficoltà di deambulazione a cui è intitolato il Presidio di LIBERA di Ovada, fu ucciso da un commando camorrista nel 2004 a Scampia. mentre con alcuni amici si trovava all’interno di una sala giochi.  Per anni non venne riconosciuto come vittima innocente di mafia; solo l’ostinazione della famiglia, ed in particolare del cugino Rosario, condussero alla verità ed alla riabilitazione della sua memoria.
Nel decimo anniversario della morte di Antonio il Presidio ha organizzato insieme all’associazione ANDEIRA, con il contributo del Centro per la Pace Rachel Corrie, del Comune di Silvano d’Orba e della SOMS di Silvano, la rappresentazione teatrale che si terrà lunedì 17 febbraio alle ore 21 presso il Teatro della SOMS di Silvano.
Nella mattinata del 17, Rosario e gli altri incontreranno gruppi di studenti delle scuole ovadesi, al LICEO PASCAL ed in altri istituti. Leggi il comunicato.

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Giovedì 13 febbraio alle ore 15.30 la Sezione Soci COOP  insieme con il Centro “Rachel Corrie” di Ovada organizza  un incontro presso la Sala Punto d’Incontro Coop di Ovada (ingresso dal parcheggio superiore della COOP):
DONNE D’ONORE – Il lato femminile della mafia fra crimine e semplice parentela (ruoli nascosti in un’organizzazione immaginata solo al maschile).
a cura e con Monica Bruzzone

apri la locandina: donnedonore_coopfeb

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Olimpiadi invernali di Soci: Amnesty International Italia invia al presidente del Consiglio un documento sui diritti umani in Russia

Amnesty International ha scritto al presidente del Consiglio Enrico Letta, alla vigilia della sua partecipazione alla cerimonia inaugurale dei Giochi olimpici invernali di Soci, chiedendogli di sostenere la libertà di associazione, espressione e riunione pacifica in Russia.
Insieme alla lettera, Amnesty International Italia ha trasmesso al presidente del Consiglio un documento che descrive il mancato rispetto dei diritti umani in Russia.
Dopo le proteste di massa svoltesi a Mosca e in altre città russe alla fine del 2011 e per tutto il 2012 contro i presunti brogli e violazioni nel corso delle elezioni parlamentari e presidenziali, il presidente Vladimir Putin ha firmato una lunga serie di leggi punitive che hanno colpito il dissenso, la libertà d’espressione e la libertà di manifestazione.
Dalla fine del 2011, migliaia di persone sono state arrestate a Mosca e nei dintorni della capitale. Più di 100 proteste sono state vietate o sciolte dalla polizia.
In tutto il paese, almeno 1000 Organizzazioni non governative sono state prese di mira mediante “ispezioni”. Molte rischiano multe se non la chiusura ai sensi della nuova “legge sugli agenti stranieri”.
La legislazione discriminatoria adottata nel 2013 ha alimentato l’omofobia e ispirato un’ondata di atti di violenza da parte di ronde private. È aumentata anche la xenofobia, (altro…)

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vikbirthday_betlemmeIeri martedì 4 febbraio 2014 Vittorio Arrigoni avrebbe compiuto 39 anni. È morto, ma è ancora presente, come dimostra questa foto scattata a Betlemme da Franco Maria Fontana.

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Dalla Palestina ci arriva una storia positiva, che ci parla della creatività della popolazione palestinese. I Comitati Popolari per la resistenza nonviolenta stanno cercando di far rivivere una antico villaggio cananita, spopolato dai suoi abitanti dall’esercito israeliano.
Ecco il comunicato stampa del Popular Struggle Coordination Committee , che annuncia il lancio della campagna palestinese “Il sale della terra”, con cui si vuol far rivivere il villaggio di Ein Hijleh nella valle del Giordano. Insieme chiedono il nostro sostegno concreto attraverso l’adesione alla campagna Boycott, Divestment and Sanctions (BDS).

Centinaia di palestinesi hanno annunciato oggi il lancio della campagna “Melh Al-Ard” (Sale della Terra) facendo rivivere il villaggio di Ein Hijleh nella valle del Giordano su una terra che appartiene alla chiesa ortodossa e al monastero di San Gerassimo. La campagna e’ stata lanciata nel rifiuto della politica israeliana che vuole giudaizzare e annettere la valle del Giordano.
Gli organizzatori della campagna e i partecipanti hanno dichiarato,
” Noi, le figlie e i figli della Palestina, annunciamo oggi il ripristino del villaggio di Ein Hijleh come parte della campagna Melh Al-Ard nella valle del Giordano. L’azione mira a rifiutare lo status quo politico, specialmente date le negoziazioni futili che distruggono i diritti della nostra gente alla liberazione e la rivendicazione della loro terra.
Di conseguenza abbiamo deciso di far rivivere un antico villaggio palestinese Cananita nella valle del Giordano accanto alla cosiddetta “Strada 90” che collega il Mar Morto a Bisan. L’azione e’ parte di un continuo passo contro il piano di occupazione israeliana di prendere e annettere la valle del Giordano.
Questo passo e’ un atto popolare contro l’oppressione israeliana della popolazione palestinese e la costante giudeizzazione della terra.
Dal villaggio di Ein Hijleh, noi i partecipanti annunciamo che teniamo saldo il nostro diritto a tutte le terre palestinesi occupate. Noi rifiutiamo il Piano di Kerry che stabilira’ uno stato Palestinese sfigurato e riconosce l’entita’ israeliana come Stato ebraico. Tale stato rendera’ i palestinesi che vivono dentro i territori occupati nel 1948 residenti e visitatori che possono essere deportati in ogni momento. Noi affermiamo l’unita’ della nostra gente e la loro lotta ovunque essi siano per i nostri diritti inalienabili. (altro…)

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