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Archive for ottobre 2013

Il Comune di Narni concederà la Cittadinanza onoraria alla Comunità di Pace di San José de Apartadó e al  difensore dei diritti umani colombiano, il padre gesuita Javier Giraldo Moreno. La Comunità di Pace di San José de Apartadó è stata Testimone di Pace nel 2007.
Narni, 25 ottobre 2013, Sala Consiliare – ore 17,30. Scarica il comunicato stampa

Il 25 ottobre 2013 il Comune di Narni concederà la cittadinanza onoraria alla Comunità di Pace di San José de Apartadò e a Padre Javier Giraldo Moreno, noto difensore dei diritti umani colombiano, per aver dato vita negli ultimi quindici anni, in un contesto di guerra, violenza e sfollamento forzato, a una esperienza esemplare e significativa di costruzione di  pace dal basso.
Dal 1999 fino ad oggi, il Comune di Narni e la Rete Italiana di Solidarietà Colombia Vive! hanno accompagnato e condiviso il cammino di giustizia e per i diritti umani fondamentali della Comunità, mantenendo alta l’attenzione sulla vita dei suoi membri e sui numerosi casi di violazione di diritti umani e crimini contro l’umanità di cui sono stati vittime. (altro…)

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Un nostro ministro, Massimo Bray,  se ne è andato a spasso per Hebron e ha visitato la colonia Beit Hadasa che si trova nell’area più calda di Hebron, cioè nella Shuhada Street chiusa al passaggio dei Palestinesi,  nonostante quegli insediamenti siano considerati illegali dalla comunità internazionale e in particolare dall’Unione Europea di cui l’Italia è membro. Un gesto inqualificabile sia sul piano politico sia morale, che rafforza la parte più odiosa e oltranzista di Israele, quel movimento di coloni che si macchia ogni giorno di violenze e minacce nei confronti dei palestinesi con l’aperta connivenza dell’esercito israeliano. Leggi e posta commenti sul blog di Bray. Di seguito leggi invece la dichiarazione di Issa Amro, portavoce  dei “Giovani Contro gli Insediamenti” di Hebron:

Scortato dagli appartenenti alle forze della Presenza Temporanea Internazionale a Hebron ( costituitasi dopo il massacro nella moschea Ibrahimi nel 1994, per proteggere i palestinesi) il ministro Bray ha visitato la colonia di Beit Hadasa, situata a metà della Shuhada Street. La via era il centro commerciale della città palestinese e il punto di riferimento di tutti i distretti fino a che fu chiusa al passaggio dei palestinesi dall’esercito israeliano nel 1994.
Al seguito della visita Bray ha scritto un post nel suo blog sulla qualità della vita dei bambini figli di coloni israeliani a Hebron senza fare minimamente  cenno alla sicurezza personale dei palestinesi che è costantemente messa in discussione dalle minacce dei coloni e dell’esercito, il che vuol dire continui attacchi verbali e fisici contro i palestinesi, specialmente donne e bambini, arresti quotidiani in aumento di bambini, chiusura dei negozi palestinesi, mercati, strade e case.
Mentre ha sottolineato l’importanza per i coloni del loro bisogno di sicurezza, il ministro ha ignorato la presenza di dozzine di checkpoint, e delle restrizioni al movimento imposte ai palestinesi, le videocamere  di controllo installate,  le armi che entrambi i coloni e i soldati portano quando pattugliano la città.
La visita del ministro Bray è in palese contraddizione con il regolamento dell’Unione Europea e con la politica dichiarata di fermare qualsiasi aiuto e/o cooperazione con le colonie nella Cisgiordania. (altro…)

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Melting Pot Europa, progetto di comunicazione indipendente nato nel 1996 come spazio di informazione e approfondimento sulle migrazioni del nostro tempo, promuove un appello per l’apertura di un canale umanitario fino all’Europa per il diritto d’asilo europeo. Leggi l’appello.
“Il Mediterraneo inghiotte uomini, donne e bambini in fuga dall’orrore di guerre e persecuzioni. Il mare è il sicario. I mandanti sono i nostri governanti. e le loro politiche di “accoglienza”, fatte di accordi segreti con dittatori, respingimenti, centri di identificazione ed espulsione e sacchi di plastica.” (fonte ZaLab)
Tra il 5 maggio e il 7 settembre 2009 sono stati 1.005 i migranti ricondotti con la forza in Libia nell’ambito della pratica dei respingimenti frutto degli accordi siglati fra il governo Berlusconi e quello di Gheddafi.  L’Italia è stata in seguito condannata per la violazione dell’articolo 3 della Convenzione sui diritti umani, che concerne i trattamenti degradanti e la tortura, dalla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo, ma la pratica dei respingimenti in mare non è mai stata ufficialmente abrogata dal governo italiano.
Per approfondire il tema ricordiamo l’ottimo film Mare Chiuso di Stefano Liberti e Andrea Segre prodotto da ZaLab.

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