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Archive for settembre 2013

locandina_11sett2013Almukavana in arabo significa “resistenza”. Una parola che Vittorio Arrigoni portava tatuata sulla sua pelle, parola che urla il rifiuto ad arrendersi all’indifferenza, alla disumanità, all'”assopimento della coscienza civile”.
Nel libro-biografia “Il viaggio di Vittorio” Egidia Beretta, la mamma di Vik, racconta il percorso che portò il figlio a diventare uomo.
Prima di approdare a Gaza, dove avrebbe perso la vita, Vittorio Arrigoni aveva girato mezzo mondo, dal Sud America all’Africa. Come aveva spiegato ad un’amica: “Il motore che mi ha spinto verso luoghi via via meno ospitali, a offrire la mia mano e la mia anima al servizio di opere benefiche, non è filantropia, né tantomeno il tanto vantato orgoglio di esibirsi come generosi, ma la mia nuda umiltà ordina di definirlo egoismo. Perché queste esperienze mi donano la pura essenza del vivere…».
Dopo questi viaggi Vittorio arrivò in Palestina, dove si impegnò nell’interposizione pacifica, diventò la voce libera di un popolo oppresso e, come dice Egidia, “incontrò l’aspirazione alla libertà».
Non possiamo e non vogliamo dimenticare Vittorio Arrigoni. Non vogliamo dimenticare le molte cose che ci ha insegnato, fra cui ciò che scrisse sul sito Guerrilla Radio il 3 settembre 2008:  “La vera storia siamo noi, la storia non la fanno i governanti codardi con le loro ignobili sudditanze ai governi militarmente più forti. La storia la fanno le persone semplici, gente comune… Il nostro messaggio di pace è un invito alla mobilitazione per tutte le persone comuni a non delegare la vita al burattinaio di turno, a prendersi di petto la responsabilità di una rivoluzione, rivoluzione interiore innanzitutto, verso l’amore, l’empatia, che di riflesso cambierà il mondo».

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sabato 7 settembre 2013, h.19.30/22.30 appuntamento sul sagrato della Chiesa Parrocchiale di Ovada

Il Centro per la Pace e la Nonviolenza “Rachel Corrie” aderisce alla Giornata di digiuno e di preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente, e nel mondo intero. Come scrive Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della Pace, “quella del 7 settembre sarà una giornata importante. E spero che ci saremo tutti. Ciascuno a suo modo, con il suo credo e le sue convinzioni. Sarà la prima grande manifestazione di pace contro la guerra in Siria e i drammatici sviluppi che si prospettano. L’ha indetta con grande forza e coraggio Papa Francesco rompendo il silenzio e l’inazione generale che da lungo tempo circonda questa tragedia. Non c’è spazio per nessun distinguo. Chi vuole sinceramente la pace non può che partecipare”.
Papa Francesco invita tutti a una giornata di preghiera e di digiuno. La preghiera per i credenti. Il digiuno per tutti.
Il digiuno è anche un atto di proposta. E Papa Francesco ha accompagnato l’indizione di questa giornata con una chiara proposta che non possiamo non condividere. Una proposta che interpella la politica e tutti i suoi massimi responsabili. Eccone i punti essenziali:
1. “Mai più la guerra! Non è mai l’uso della violenza che porta alla pace. Guerra chiama guerra, violenza chiama violenza!”
2. Ferma condanna dell’uso delle armi chimiche.
3. Appello alle parti in conflitto perché ascoltino la voce della propria coscienza, non si chiudano nei propri interessi e intraprendano con coraggio e con decisione la via dell’incontro e del negoziato, superando la cieca contrapposizione.
4. Appello alla Comunità Internazionale perché faccia ogni sforzo per promuovere, senza ulteriore indugio, iniziative chiare per la pace in quella Nazione, basate sul dialogo e sul negoziato, per il bene dell’intera popolazione siriana.
5. Appello affinché non sia risparmiato alcuno sforzo per garantire assistenza umanitaria a chi è colpito da questo terribile conflitto, in particolare agli sfollati nel Paese e ai numerosi profughi nei Paesi vicini.
6. Appello affinché agli operatori umanitari, impegnati ad alleviare le sofferenze della popolazione, sia assicurata la possibilità di prestare il necessario aiuto.

Perché queste proposte non restino inascoltate sarà necessaria una vasta mobilitazione delle coscienze. E ciascuno di noi ha la responsabilità di fare la sua parte. Papa Francesco ci rivolge un appello chiaro e forte: “Una catena di impegno per la pace unisca tutti gli uomini e le donne di buona volontà!
Come Centro per la Pace “Rachel Corrie” esporremo in quel giorno la bandiera della pace e parteciperemo alla preghiera e al digiuno (ciascuno di noi secondo le proprie convinzioni) organizzata dalla Parrocchia di Ovada.

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