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Archive for agosto 2013

Da circa un mese padre dall’Oglio è scomparso in Siria. Riportiamo di seguito una lettera a Padre dall’Oglio apparsa oggi 28 agosto 2013 nel blog di Shady Hamadi ospitato su Il Fatto Quotidiano.

Da tempo seguiamo con partecipazione la missione di un amico lontano, padre Paolo Dall’Oglio. Un grande poeta italiano, Lucio Dalla, ci ha insegnato tanti anni fa che agli amici lontani è importante scrivere; per loro, ma anche per noi. Come lui , anche noi abbiamo cercato il modo per scrivere con più forza, una forza capace di superare la lontananza, che è solo fisica. Questa forza l’abbiamo trovata nel più semplice dei modi possibili, facendolo insieme.
Caro Paolo,
siamo fisicamente lontani dalla terra dove si svolge la tua missione, una missione umanitaria e di pace nella verità e nella testimonianza, per impedire che la lotta per la dignità umana, la libertà e la democrazia contro il regime siriano si sgretoli in lotte fratricide, etniche o irriguardose dell’uomo. La tua scelta di coraggio e dedizione è un servizio reso anche a noi, del quale ti ringraziamo, partecipi. Chi ha varcato i confini è sempre entrato in una terra incognita: a noi interessa solo dirti che non lo hai fatto da solo ma con tutti quelli che come te attendono “il giorno in cui Siria sarà sinonimo di resurrezione”. Sono le parole con cui concludi il tuo ultimo libro, e con le quali hai aperto quello che stai scrivendo.
Con affetto, alcuni dei tuoi amici giornalisti,

Alberto Bobbio, Rosario Carello, Riccardo Cristiano, Maurizio Di Schino, Donatella Della Ratta, Camille Eid, Shadi Fahle, Stefano Femminis, Luca Geronico, Maria Gianniti, Shady Hamadi, Salvatore Mazza, Corradino Mineo, Ruggero Po, Amedeo Ricucci, Alberto Savioli, Lorenzo Trombetta, Gianni Valente, Eva Ziedan

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Marco Boschini, coordinatore dell’Associazione Comuni Virtuosi, commenta sul suo blog in Il Fatto Quotidiano la recente dichiarazione del Ministro Della Difesa sugli F35.

Apprendiamo dal Ministro della Difesa Mario Mauro che lo Stato ha già speso tre miliardi e mezzo “per adeguare” la portaerei Cavour ad accogliere i futuri F35, e per questo motivo non si può certo rinunciare al programma di acquisto.
Più che una notizia questo è un vero scoop, considerato il fatto che dal Parlamento si alzano voci di sdegno e di sconcerto. Pare, infatti, che deputati e senatori non ne sapessero nulla. Almeno non fino all’audizione al Senato di Mauro.
E allora io mi chiedo come sia possibile, e lo faccio ponendo al Ministro alcune semplici e dirette domande.
Sa, signor Ministro, la situazione in cui versano gli enti locali e conseguentemente le comunità amministrate? Ha una vaga idea del disagio sociale che attraversa il Paese da Nord a Sud in questo momento? Può sforzarsi di immaginare quante cose avremmo potuto fare con quei tre miliardi e mezzo di euro per rispondere alle esigenze delle famiglie?
Voglio raccontarle una storia, caro Ministro. Nel nostro comune siamo arrivati al paradosso di avere in cassa, disponibili, un milione e mezzo di euro. Che stanno lì a marcire per via di quello stramaledetto patto di stabilità che ci impedisce di usarli. Non possiamo pagare chi ha già fatto opere e interventi nel territorio e aspetta da mesi ciò che gli spetta. Non possiamo progettare un fico secco per il futuro. Non possiamo, nemmeno, intervenire per mantenere le opere, i servizi e le strutture utilizzate dai nostri cittadini.
Siamo fermi, paralizzati, e lei capisce bene che un Paese in queste condizioni non può andare avanti per molto tempo. La cosa che più ci indigna, di tutta questa faccenda, è che i vincoli che ci sputate addosso, dall’alto dei vostri palazzi romani, non valgono per voi.
Ci imponete sacrifici e tagli mentre voi vi permettete di calpestare la Costituzione e fare acquisti scellerati come quello degli F35. Non vi siete nemmeno presi la briga di inserire dei criteri di premialità per i comuni virtuosi.
Perché, veda, caro Ministro. Io sono d’accordo nel dire che a livello locale di sprechi ce ne sono stati e ce ne sono a volontà. E quindi ben venga il patto di stabilità e tutto il resto che ogni giorno ci imponete per ridurre la spesa pubblica (che nel frattempo continua a salire…). Abbiate però il coraggio di distinguere, e valorizzare con maggiori risorse, chi non getta denaro pubblico da chi imbroglia le carte.
La sua dichiarazione è uno schiaffo a tutti quei sindaci che ogni giorno fanno salti mortali per attivare una borsa lavoro, chiudere una buca in una strada, sostituire la lampada di un lampione bruciato da troppo tempo.
Se nessuno sarà in grado, democraticamente, di fermarvi per ciò che state facendo, abbiate almeno la decenza di tacere. La prossima volta.

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