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Archive for marzo 2013

Drammatico comunicato di Emergency:

Si combatte nella capitale, anche vicino all’ospedale di Emergency.
I ribelli del Seleka sono entrati a Bangui questa mattina presto.
Dalle 7 si combatte davanti al Parlamento e nei dintorni del palazzo presidenziale.
Dal Centro pediatrico di Emergency, situato di fronte al Parlamento, si sentono sparatorie e lanci di razzi.
I medici e gli infermieri di Emergency rimangono in ospedale, dove sono ancora ricoverati 5 bambini affetti da malaria.
Da questa notte, oltre all’elettricità, manca anche l’acqua.
Emergency chiede alle parti in conflitto di negoziare un immediato cessate il fuoco, di rispettare l’attività di cura degli ospedali e la tutela della popolazione civile.
Emergency è in Repubblica Centrafricana dal 2009 con un Centro pediatrico che offre cure gratuite a circa 80 bambini e monitoraggio prenatale ad almeno 20 donne in gravidanza ogni giorno.
(Emergency, 24 marzo 2013)

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Giovedì 21 marzo AltritAsti – in collaborazione con le Acli, il Centro Culturale San Secondo e il Comitato per la difesa della Costituzione – organizza un incontro dal titolo “La Transumanza della Pace”, ospitando il racconto di una particolare iniziativa che ha al centro la vita del popolo bosniaco, a vent’anni dai cruenti fatti di guerra accaduti in quel paese e a Srebrenica. Ci si ritroverà alle ore 18 per ascoltare il racconto di Gianni Rigoni Stern (figlio del famoso scrittore) sul percorso di questa “Transumanza della Pace”, che consiste nel periodico trasferimento di animali (dal 2009), progetti di formazione e mezzi agricoli dalla comunità della Val Rendena/Altopiano di Asiago alla comunità “affaticata” dell’Altopiano di Suceska/Srebrenica … Ad accompagnare le parole dal vivo di Rigoni Stern e qualche testimonianza di “chi in Bosnia c’è stato e c’è stato proprio negli anni difficili” …E, inoltre, la proiezione di un film, un road movie di Roberta Biagiarelli, ricco di immagini e di emozioni. Al termine (attorno alle ore 20) un apericena etnico bosniaco-astigiano…. Il ricavato della serata verrà utilizzato per contribuire al progetto di Rigoni Stern e per le attività di AltritAsti. La transumanza della pace è un progetto sostenuto dalla Provincia Autonoma di Trento che mette in relazione comunità di allevatori della Val Rendena e di Srebrenica. Nato da un’idea di Roberta Biagiarelli, attrice e autrice, e di Gianni Rigoni Stern. Leggi la “storia” di questo progetto attraverso le parole della stessa Roberta:La Transumanza della Pace

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poster_decennaleRachelGuarda e ascolta Cindy e Craig Corrie:

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Peppino Impastato, per aver denunziato dai microfoni della sua radio le attività della mafia, fu assassinato il 9 maggio del 1978. Gli assassini tentarono di farlo credere un attentatore facendolo saltare sui binari della ferrovia. La caparbietà dei suoi compagni, che trovarono in un vicino casolare una pietra con il suo sangue, fece però affiorare la verità.
Ora, il casolare di contrada Feudo, a Cinisi (PA), dove lo hanno massacrato ed ucciso 35 anni fa è stato trasformato in una discarica, il terreno circostante è coperto da letame e lo stato di conservazione dell’edificio è talmente grave che rischia il crollo.
Giovanni Impastato, fratello di Peppino, denuncia: «Mi chiedo se sia un paese civile quello che ricopre con l’immondizia il sangue di mio fratello. È vergognoso, quel casolare è il luogo della memoria più importante della Sicilia che ha lottato contro la mafia. Mi chiedono di mettere almeno una targa, ma il tetto è rotto e il proprietario porta qui le mucche a pascolare. Qualche giorno fa mi sono recato sul posto insieme a una scolaresca di ragazzi del Nord, ma ho bloccato tutto perchè ho provato vergogna. Non dico di mettere il tappeto rosso, ma il sindaco potrebbe almeno vigilare sulla pulizia facendo leva sul proprietario».
«È una questione di dignità, noi qui abbiamo trovato il sangue di Peppino. Mi vado sempre più convincendo che la memoria di Peppino non interessa più a nessuno. Neanche a quelli che dicono di volerla difendere, fra le istituzioni e la cosiddetta società civile. La verità è che siamo stati abbandonati da tutti».
Firma qui la petizione per aderire all’appello di Rete 100 passi. Chiedi a Rosario Crocetta, Presidente della Regione Siciliana, che il casolare venga consegnato alla collettività.

Ricordiamo l’appuntamento con LIBERA a Firenze il 16 marzo per rinnovare l’impegno contro le mafie e la corruzione e per stringere in un grande abbraccio i familiari di tutte le vittime innocenti delle mafie.

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Samer Issawi: Non mi sono arreso all’occupante
Samer Issawi, al 214esimo giorno di sciopero della fame,  invia una lettera a The Guardian: “Questa battaglia è l’ultima pietra che mi rimane da lanciare”.   Samer Issawi

La mia storia non è diversa da quella di tanti altri giovani palestinesi, nati e vissuti sotto l’occupazione israeliana. A 17 anni, sono stato arrestato per la prima volta e condannato a due anni. Sono stato arrestato di nuovo a vent’anni, all’inizio della Seconda Intifada a Ramallah, durante l’invasione israeliana di diverse città della Cisgiordania – quella che Israele ha ribattezzato “Operazione Scudo di Difesa”. Sono stato condannato a 30 anni di prigione con l’accusa di far parte della resistenza all’occupazione. Non sono stato il primo nella mia famiglia ad essere arrestato nella lunga marcia del mio popolo verso la libertà. Mio nonno, uno dei membri fondatori dell’OLP, è stato condannato a morte dalle autorità del Mandato britannico, le cui leggi Israele utilizza ancora oggi per opprimere il mio popolo; è fuggito qualche ora prima di essere giustiziato.
Mio fratello, Fadi, è stato ucciso nel 1994, all’età di 16 anni dalle forze israeliane durante una manifestazioni in Cisgiordania a seguito del massacro alla Moschea di Abramo ad Hebron. Un altro mio fratelli, Medhat, è stato in prigione 19 anni. E gli altri miei fratelli, Firas, Ra’afat e Shadi sono stati condannati a pene tra i 5 e gli 11 anni. Mia sorella, Shireen, è stata arrestata innumerevoli volte e ha scontato un anno di carcere. La casa di mio fratello è stata demolita. L’acqua e l’elettricità a casa di mia madre sono state tagliate. La mia famiglia, insieme al popolo della mia amata Gerusalemme, è continuamente vessata e attaccata, ma continua a difendere i diritti dei palestinesi e dei prigionieri. (altro…)

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Dall’amico Fabrizio Garbarino, allevatore e contadino cooperativo di Roccaverano (Asti), riceviamo la lettera che in seno al Coordinamento Europeo Via Campesina è stata inviata a tutti i parlamentari europei e che per quelli italiani è stata firmata da Ari (Associazione Rurale Italiana), Alpa (Associazione Lavoratori Produttori dell’Agroalimentare)  e Aiab(Associazione Italiana Agricoltura Biologica).
Il cuore del concetto è che: “Le cittadine e i cittadini europei, allo stesso tempo contribuenti e consumatori, sono molto attaccati ad un’agricoltura europea differenziata, presente su tutto il territorio, ed in grandissima parte composta da piccole e medie aziende agricole familiari. Tuttavia la riforma della Politica Agricola Comune (PAC) proposta dalla Commissione Europea nell’ottobre 2011, e modificata dalla Commissione agricola del Parlamento europeo nel gennaio 2013, continua a permettere un utilizzo molto disuguale dei pagamenti diretti della PAC tra le aziende agricole”.
Da lì scaturiscono richieste di riforma forse un po’ tecniche, ma sicuramente fondamentali per un equo contributo all’agricoltura contadina, agroecologica e solidale europea e per evitare che il cibo buono e sano se lo possano permettere solo i ricchi in questa Europa sempre più diseguale.
Leggi la lettera agli Eurodeputati.

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