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Archive for febbraio 2013

La rete Ebrei Contro l’Occupazione (ECO)  esprime tutta la sua solidarietà e simpatia alla famiglia ed agli amici del giovane Arafat Jaradat, assassinato in un carcere israeliano per effetto delle torture subite durante un arresto illegale, come riportato anche dal gruppo Gush Shalom (da Occupation Magazine, ieri 26 febbraio 2013)

L’autopsia del prigioniero palestinese rivela “estesi segni di percosse”.
Hugh Naylor – The National – “Il rapporto di un medico palestinese che ha preso parte all’autopsia eseguita ieri al principale istituto di medicina legale israeliano, ha detto che le ferite al corpo di Arafat Jaradat – che comprendevano ecchimosi, segni di frustate e di costole rotte – dimostrano che egli è morto per trauma e non per infarto come sostenuto dalle autorità israeliane.”
La rete ECO condanna la continua violazione dei diritti umani e dei diritti politici da parte di Israele nei territori palestinesi occupati militarmente ed invasi dai coloni israeliani. Vogliamo oggi, in occasione di questo ennesimo crimine di Israele, ribadire che queste azioni ci indignano, assicurando i nostri amici palestinesi che siamo loro vicini in questo lutto, in difesa dei loro diritti alla giustizia, libertà ed indipendenza.
Rete-ECO

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Un amico del Centro ci segnala un appello nato dalla proposta di Paolo Enrico Archetti Maestri, voce e musicista degli Yo Yo Mundi, e da alcuni temi dirimenti della campagna elettorale scelti da Openpolis. Si tratta di cinque proposte rivolte a chi già è e a chi entrerà nel Parlamento italiano. Potete leggere l’appello di seguito e votarlo cliccando qui

Agli eletti Parlamentari chiediamo CINQUE COSE DA FARE SUBITO:   
1. Nuova legge elettorale:  Abolire la vigente legge elettorale n. 270 del 21 dicembre 2005 detta “Calderoli” o “Porcata”, consentendo l’elezione per preferenza dei candidati ed impedendone la nomina partitocratica.   
2. Legge sul conflitto di interessi:    I. Rivedere la normativa sul conflitto di interessi affinché a chi ricopre incarichi di Governo non sia permesso contemporaneamente lo svolgimento di attività economiche (industriali, commerciali, professionali, etc.). Pertanto quelle precedenti l’assunzione dell’incarico pubblico vanno terminate o trasferite ad un gestore indipendente e non influenzabile (blind trust).   II. Rendere incompatibile per il Parlamentare il cumulo di cariche pubbliche – ministro, sindaco, assessore, consigliere comunale o provinciale, presidente di provincia – e l’esercizio di professioni private.   
3. Legge anti corruzione: Introdurre norme che consentano di punire con pene severe il reato del falso in bilancio e i reati relativi a corruzione.  
4. Abolizione dei privilegi economici parlamentari: Riduzione sostanziale (maggiore del 50%) di stipendi, indiennità e vitalizi dei Parlamentari. 
5. Reddito di cittadinanza: Introdurre un reddito minimo garantito – almeno 600 euro – per il sostegno economico alle persone disoccupate, inoccupate o precariamente occupate con reddito inferiore a 7200 euro annui.  

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Amedeo Rossi, freelance, si occupa soprattutto di immigrazione e segue molto la questione palestinese. Sua l’analisi dei reportage dei giornalisti della Stampa all’epoca di Piombo Fuso.
Rossi torna a riflettere su come il quotidiano La Stampa di Torino faccia informazione o disinformazione sul conflitto mediorientale – stavolta il riferimento è all’offensiva “Pilastro di difesa” scatenata da Israele lo scorso novembre 2012.
worldpressphotoSu “La Stampa” di sabato 16 febbraio 2013 è comparso in prima pagina un titolo dedicato all’assegnazione del premio World Press Photo, “L’urlo e l’innocenza nell’inferno di Gaza. E’ lo scatto dell’anno”, correlato da una piccola riproduzione della fotografia che ha vinto: in primo piano alcuni uomini portano sulle braccia i corpi di due bambini avvolti in bianchi sudari, seguiti da un corteo di altri uomini che si snoda lungo una stradina contornata da grigie pareti. Il titolo rimanda agli articoli di Belpoliti, Bucciarelli e Paci nelle pagine 20 e 21.
Non era scontato che un giornale sostanzialmente (anche se spesso, come si vedrà in seguito, in modo elusivo) allineato con Israele desse questa notizia in prima pagina, anche se solo con il titolo, facendo inoltre esplicito riferimento a Gaza, definita come “inferno”. leggi l’intervento di A. Rossi per intero

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Tutto deciso prima, spiega la cooperante italiana Meri Calvelli presente a Gaza. L’udienza è durata cinque minuti, i giudici hanno accolto l’appello e chiuso subito il processo
Michele Giorgio, Gaza, 19 febbraio 2013, Nena News

Una sentenza di appello vergognosa ha regalato oggi uno sconto di pena enorme a Tamer Hasasna e Mahmud Salfiti, condannati lo scorso settembre all’ergastolo per il sequestro e l’assassinio il 15 aprile 2011 di Vittorio Arrigoni, attivista italiano dei diritti del popolo palestinese conosciuto da tanti solo come “Vik”.
La cooperante italiana Meri Calvelli che ha partecipato all’udienza, riferisce che “tutto era stato deciso prima, il processo di appello è durato cinque minuti”. “Non c’e’ stato dibattimento – prosegue Calvelli – i giudici si sono limitati a comunicare di aver accolto l’appello presentato dai condannati e di aver pertanto ridotto la pena a 15 anni”. La cooperante aggiunge che era palese la soddisfazione sui volti dei due condannati e dei loro familiari.
Non esageriamo parlando di sentenza scandalosa. La riduzione della pena apre la strada ad una scarcerazione, magari per buona condotta, entro tempi relativamente brevi per Salfiti e Hasasnah. Non solo, a questo punto la sentenza di appello prevista domenica prossima per Khader Jram, che sconta a 10 anni perché colpevole di aver collaborato con i rapitori, fornendo informazioni sui movimenti abituali di Vittorio Arrigoni, potrebbe regalare la scarcerazione quasi immediata al condannato che ha già passato un anno e mezzo in cella.
Non si può non provare un forte malessere di fronte a questa notizia. I condannati, certo, avevano diritto all’appello ma il processo, come si temeva, non è servito a chiarire i punti oscuri dell’assassinio di “Vik” e si è rivelato una scorciatoia per alleggerire le condanne. Non erano un mistero le pressioni in quella direzione che le famiglie di Hasasna, Jram e Salfiti hanno fatto in questi ultimi mesi sulle autorità di Hamas, che controllano la Striscia di Gaza.

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Il testo “Contadini per scelta” di Massimo Ceriani e Giuseppe Canale che uscirà entro giugno 2013 per l’Editoriale Jaca Book, è un libro in cui parlano i contadini. Diversamente da altri libri sui contadini questo è un libro dei contadini, nel senso che dà la parola alle loro narrazioni. Le parole chiave della ricerca sono:   esperienze plurali  –  contadini per scelta  – approccio agroecologico – autonomia e progettualità contadina
I testimoni sono i protagonisti di una agricoltura  che resiste, che costruisce esperienze plurali e che indica una via d’uscita dall’empasse dell’agricoltura industrializzata.
Nelle loro narrazioni possiamo riconoscere la passione e l’orgoglio di essere contadini, la forte integrazione di vita e lavoro, i tratti di una contadinità che recupera saperi e tradizioni rigiocandole dentro la modernità, intrecciandole con saperi e modi moderni.
Sono contadini per scelta, che hanno  una idea di futuro che contiene la riconciliazione con la natura e con la società, e una visione dei rapporti economici ispirata non al profitto dei singoli ma alla ricerca del benessere proprio e collettivo. Il loro fine non è l’arricchimento, ma quello di una vita dignitosa in equilibrio con la natura e le loro pratiche sono all’altezza di un cambiamento radicale del modello di sviluppo agricolo dominante.
Leggi il resoconto dell’incontro tenutosi a Valle Unite il 26 gennaio 2013 e prenota copia del libro scontato del 40% sul prezzo di copertina.

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Gaza, 14 febbraio 2013, Nena NewsSi riapre la ferita dell’assassinio di Vittorio Arrigoni avvenuto il 15 aprile 2011. Domenica prossima, 17 febbraio, davanti all’Alta Corte Militare di Gaza city, comincia, a sorpresa, il processo di appello per Tamer Hasasna e Mahmud Salfiti, condannati lo scorso settembre all’ergastolo per il sequestro e l’omicidio dell’attivista italiano dei diritti del popolo palestinese. La settimana successiva, il 24 febbraio, avrà inizio l’appello per Khader Jram, condannato a 10 anni di carcere perché colpevole di aver attivamente collaborato con i rapitori, fornendo informazioni sui movimenti abituali di Vik.
Non si può non provare un forte malessere di fronte a questa notizia. I condannati, ovvio, hanno pieno diritto all’appello ma ancora una volta le autorità di Gaza, cioè il movimento islamico Hamas, non hanno diffuso alcuna informazione sulla data di inizio dell’appello. Lo stesso era avvenuto nell’estate del 2011 quando le autorità giudiziarie di Gaza svolsero, di fatto in segreto, due udienze premilinari. A fine agosto il quotidiano il manifesto apprese da fonti di Gaza e riferì in Italia che il processo agli assassini di Vittorio avrebbe avuto inizio pochi giorni dopo, l’8 settembre. Stavolta si è saputo del processo di appello solo grazie al «Centro palestinese per i diritti umani» di Gaza che è riuscito ad informare in tempo utile l’avvocato Gilberto Pagani, legale della famiglia Arrigoni. (altro…)

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Alba in Formazione  rilancia una notizia ripresa dal periodico La Jornada del 2 febbraio 2013, dove un articolo del corrispondente Davide Brooks illustra un programma del Venezuela di solidarietà con migliaia di famiglie povere statunitensi.

Caracas somministra agli emarginati USA combustibile per il riscaldamento. Lanciata l’ottava edizione del programma di solidarietà del Venezuela con gli USA
Il progetto di solidarietà del Venezuela con gli USA, attraverso un programma di consegna di combustibile per riscaldamento alle comunità marginali e in difficoltà, che aiuterà circa 100mila famiglie in 25 Stati – incluse più di 240 comunità indigene – per resistere al freddo invernale, ha iniziato il suo ottavo anno questa settimana, così come ha annunciato l’impresa petrolifera statunitense Citgo, sussidiaria della Petróleos de Venezuela, e la sua socia Citizens Energy Corporation.
Durante una cerimonia in un albergo per famiglie a Baltimora, il responsabile esecutivo della Citgo, Alejandro Granado, insieme con Joseph P. Kennedy II, presidente della Citizens Energy Corporation, impresa energetica senza fine di lucro, hanno lanciato l’ottava edizione annuale del programma di combustibile da riscaldamento “Citgo-Venezuela”.
Di questo piano hanno beneficiato più di 1.7 milioni di persone dal 2005, quando si è dato inizio alla donazione venezuelana per aiutare le vittime degli uragani Katrina e Rita.
Il programma, in collaborazione con l’organizzazione di Kennedy, si è sviluppato fino a donare più di 200 milioni di galloni di combustibile, per un valore superiore ai 400 milioni di dollari.
Tale programma, ha dichiarato Granado, “è uno degli sforzi di assistenza di energia più importanti del paese”.
Granado ha informato che la percentuale delle risorse che l’impresa ha speso in programmi sociali negli USA è stata fino a cinque volte maggiore di quelle delle altre società petrolifere di questo paese. Ha affermato che quest’anno il programma sarà ancora più importante, poiché la donazione darà beneficio anche a molte delle vittime dell’uragano Sandy che ha colpito la costa est.   (altro…)

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