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Archive for dicembre 2012

Il 15 aprile del 2011 Vittorio Arrigoni, da anni impegnato per i diritti del popolo Palestinese, è stato ucciso a Gaza.
Per ricordare il suo impegno, la sua umanità, la sua battaglia, la famiglia ed un gruppo di amici ed artisti ha avviato il progetto “Restiamo umani – The reading movie”
Il film è realizzato attraverso la lettura, da parte di intellettuali, artisti, attivisti per i diritti umani e civili di tutto il mondo, di alcuni brani tratti dal libro “Gaza: restiamo umani”  scritto da Vittorio tra il dicembre 2008 e il gennaio 2009, durante l’operazione militare “Piombo fuso” condotta dalle forze armate israeliane a Gaza, che provocò la morte di oltre 1.300 palestinesi, di cui 900 civili.
Per realizzare il film è stata lanciata una sottoscrizione internazionale che serva a coprire le spese di produzione e diffusione.
Tutte le informazioni sul film, sul progetto e su come sostenerlo sono disponibili al sito restiamo umani
Leggi l’appello A TUTTI I SOSTENITORI DEL READING MOVIE

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Cari amici,
alla vigilia della prossima campagna elettorale, pubblichiamo l’elenco dei parlamentari che hanno votato la legge delega sulla riforma delle forze armate.
Una legge che:
1. taglia il personale per comperare i cacciabombardieri F35 e altre armi;
2. trasforma le Forze Armate in uno strumento da guerre ad alta intensità incompatibile con l’articolo 11 della Costituzione;
3. costringerà i comuni alluvionati o colpiti da una catastrofe naturale a pagare il conto dell’intervento dei militari;
4. non prevede alcuna cancellazione degli sprechi e dei privilegi né una vera riqualificazione della spesa militare;
5. impegna più di 230 miliardi per i prossimi 12 anni senza aumentare di un solo grado la nostra sicurezza;
6. aumenta di fatto la spesa pubblica;
7. toglie al prossimo Parlamento il diritto/dovere di fare una riforma vera ed efficace, fatta nel rispetto delle persone e per il bene del paese.
Se hanno intenzione di ricandidarsi vale la pena di chiedergli conto.
La storia non è finita. La gente ha bisogno di lavoro, non di bombe. E noi continuiamo a impegnarci per costruire una politica di pace e giustizia.
Con i più cordiali saluti
Flavio Lotti
Coordinatore Nazionale della Tavola della pace
Perugia, 20 dicembre 2012 (altro…)

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bambino palestinesedabenvenutoFreedomFlotilla1_bambinodi Vittorio Arrigoni

ciao Gaza

Stasera, lunedì 17 dicembre, alle ore 23 su Rai Storia, verrà trasmessa la replica del documentario “Vik Utopia. L’omicidio di Vittorio Arrigoni”. Il film è di Anna Maria Selini, giornalista già finalista del Premio Ilaria Alpi, documentarista e giornalista free lance che conosceva personalmente Vittorio.
Suo il video girato al porto di Gaza nell’aprile 2009, dopo la carneficina di Piombo Fuso, nel quale Vittorio pronunciava le parole, che sarebbero poi entrate nel cuore di tutti: “Io non credo nei confini, nelle barriere, nelle bandiere. Credo che indipendentemente dalle latitudini e dalle longitudini apparteniamo tutti alla stessa famiglia, che è la famiglia umana”.
Il film può essere visto anche a questo link: http://www.raistoria.rai.it/articoli/crash-restiamo-umani-vita-e-morte-di-vittorio-arrigoni/19187/default.aspx
Per ricordare la vita e la morte di un uomo che non si stancava mai di ripetere il suo credo: restiamo umani.

 

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Riforma Forze armate. Dall’obiezione all’obbedienza
di Flavio Lotti*
40 anni fa, il 12 dicembre 1972, il Parlamento approvava la legge che riconosceva il diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare e istituiva il servizio civile alternativo. Ieri un altro Parlamento, figlio di una pessima legge elettorale e di una politica peggiore, ha approvato un’altra legge ma di segno opposto. Al posto dell’obiezione (alle armi) c’è l’obbedienza (alla lobby delle armi).
Ieri sera il Parlamento ha approvato la legge che delega al prossimo governo la riforma delle Forze Armate. Ho ascoltato le ultime battute di questa vicenda seduto accanto alle donne che si portano sulle spalle il peso intero di una famiglia che non ce la fa, a quelle che fanno due/tre lavori per arrivare a fine mese, agli uomini disperati a cui è stato tolto il lavoro e che oggi si sentono uno zero, ai dipendenti e artigiani che stanno lottando con le unghie e con i denti per difendere il proprio lavoro, ai nuovi poveri che fanno la fila alle mense della Caritas e provano vergogna per quello che non avevano mai immaginato di dover fare, ai giovani che trovano le porte chiuse dell’università e del mondo del lavoro, alle famiglie di anziani che stanno sempre peggio, a quelle che sostengono delle persone con disabilità e sono state lasciate sole. E oggi sono ancora qui, seduto accanto a loro, a cercar di dare un senso a quello che è successo. Ma un senso non c’è. (altro…)

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Torniamo ad affrontare la questione palestinese da un punto di vista economico, avvalendoci di una nuova dettagliata analisi di Sam Bahour, uomo d’affari americano-palestinese che lavora e vive a Ramallah/Al-Bireh e crede nelle grandi potenzialità dell’economia palestinese, che ha unicamente bisogno di essere liberata dalla morsa dell’occupazione israeliana, non di ricevere la carità della comunità internazionale. 

La Palestina non ha un’unica utopia, ne ha anche una al largo di Gaza e molte altre sparse per il Paese. Le utopie in questo caso sono i beni economici strategici per una economia palestinese degna di uno Stato vero. Ma tutte sono interamente sotto il controllo militare israeliano, quindi nella migliore delle ipotesi esse sono bloccate.
Finché la comunità internazionale nel suo complesso –non soltanto gli USA – non comincerà ad utilizzare il suo peso politico per richiamare Israele, che tiene in ostaggio una intera economia – e popolo, alle proprie responsabilità, la situazione concreta è destinata a peggiorare e dobbiamo aspettarci che i prossimi scoppi di violenza avvengano con modalità più devastanti e letali.
Il primo bene potenziale è lo spettro elettromagnetico, meglio noto come frequenze di trasmissione. Queste frequenze sono il mezzo attraverso cui funzionano telefoni, radio e televisione. In Palestina queste frequenze che si trovano al di sopra della superficie sono occupate dall’esercito israeliano, esattamente come lo sono la terra e l’acqua sottostanti.
L’Accordo israelo-palestinese ad interim firmato il 28 settembre 1995 regola le relazioni bilaterali fra Palestinesi ed Israeliani e dedica un intero allegato specificamente al tema delle telecomunicazioni. Dichiara come primo principio che “Israele riconosce che il contraente palestinese ha il diritto di costruire e gestire sistemi e infrastrutture separati ed indipendenti, incluse le reti di telecomunicazione…” (allegato 3, articolo 36). Ottimo – finché non si prosegue nella lettura. Il resto dell’allegato si impegna a chiarire che l’utilizzo di qualsiasi risorsa economica necessaria per costruire tali reti necessita dell’approvazione unilaterale di Israele. (altro…)

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Dal 13 novembre 2012 la Camera dei Deputati sta discutendo il disegno di legge delega di revisione dello strumento militare presentato dal solo ministro della Difesa Giampaolo Di Paola che:
1. taglia il personale per comperare i cacciabombardieri F35 e altre armi;
2. trasforma le Forze Armate in uno strumento da guerre ad alta intensità incompatibile con l’articolo 11 della Costituzione;
3. costringerà i comuni alluvionati o colpiti da una catastrofe naturale a pagare il conto dell’intervento dei militari;
4. non prevede alcuna cancellazione degli sprechi e dei privilegi né una vera riqualificazione della spesa militare;
5. impegna 230 miliardi per i prossimi 12 anni senza aumentare di un solo grado la nostra sicurezza;
6. aumenta di fatto la spesa pubblica.

Invia subito una Mail contro la legge che aumenta le spese militari. Scrivi ai deputati che questa settimana voteranno il disegno di legge delega di revisione delle Forze Armate.Vai sul sito della Camera dei deputati (http://www.camera.it/28),  seleziona la scheda di un deputato e invia il tuo appello.
Di seguito il testo della mail proposto dalla Tavola della Pace.

Oggetto: Appello contro l’approvazione del DDL di revisione dello strumento militare
Egregio Sig. Deputato, (altro…)

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