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Archive for novembre 2011

Dopo Kyoto – Inizia in Sudafrica la XVII Conferenza mondiale dell’ONU sul cambiamento climatico. L’accordo scade a fine 2012 – La rete RIGAS presenta le proposte dei movimenti per il summit. Zanotelli: “Monti ha proninciato 30 volte la parola crescita e mai ambiente. O si cambia o si muore”. Leggi l’appello di Zanotelli

Si è aperta ieri a Durban, in Sud Africa, nel silenzio dei media e nel sostanziale disinteresse della comunità internazionale, la 17° Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico. Conferenza incaricata di trovare in extremis un accordo sulla prosecuzione del protocollo di Kyoto, in scadenza alla fine del 2012, compito reso arduo dalla contrarietà di Usa e Cina e dall’indisponibilità di diversi paesi tra cui Russia, Canada e Giappone. L’appuntamento di Durban è destinato a concludersi con un nulla di fatto, come già è stato per gli ultimi vertici, in particolare quelli di Cancun 2010 e di Copenaghen 2009 dove pure l’attenzione era maggiore e le aspettative più rosee. Saranno circa 190 le delegazioni di negoziatori in rappresentanza di altrettanti paesi.
Per l’Italia sarà presente il neo ministro dell’ambiente Clini, scettico da lungo tempo nei confronti del protocollo di Kyoto, che arriverà in Sud Africa senza una posizione chiara né impegni concreti. Dall’Italia sarà a Durban anche una delegazione di Rigas, la Rete Italiana per la Giustizia Ambientale e Sociale, che raccoglie oltre 70 organizzazioni tra comitati, associazioni e sindacati, e che ha convocato ieri mattina a Roma una conferenza stampa per lanciare la partecipazione della rete alle giornate sudafricane e presentare le proposte della società civile sul clima. Al tavolo, a dimostrare la necessaria convergenza tra società civile e mondo scientifico, padre Alex Zanotelli, Giuseppe De Marzo dell’Ass. A Sud, Valerio Rossi Albertini del CNR e Livio De Santoli, Responsabile Energia dell’ateneo La Sapienza.
L’appuntamento sudafricano arriva in un autunno di eventi climatici drammatici anche qui da noi. Le immagini delle ultime settimane con diverse zone d’Italia ricoperte dal fango e il tragico bilancio in termini di vittime ci riportano alle gravi implicazioni locali di una emergenza di dimensioni globali. Secondo Giuseppe De Marzo “Quello che stiamo vivendo è prima di tutto un geocidio, un attentato al pianeta”. (altro…)

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Sabato 26 novembre a Bulciago, paese natale di Vittorio Arrigoni, si è tenuto nella palestra della scuola primaria “Lorenzo Milani” il convegno nazionale per celebrare la Giornata ONU per i diritti del popolo palestinese.
Mentre a Roma il forum “Acqua Bene Comune”, promotore dei referendum del 12 e 13 giugno scendeva in piazza a Roma per difendere i beni comuni, il convegno di Bulciago “ASSETATI DI GIUSTIZIA”, accendeva i riflettori sulle risorse idriche colonizzate, rubate, prese illegalmente nella Valle del Giordano oppure chiuse e confiscate a Gaza, il cui mare è praticamente off-limits per i pescatori palestinesi.
Eravamo in tanti a Bulciago, oltre trecento, ed abbiamo condiviso una grande  ricchezza di informazioni, proposte ed emozioni.
La mattinata, incentrata sull’acqua rubata nella Valle del Giordano, ha visto le testimonianze di Luisa Morgantini, di Cinzia Thomareizis per il Contratto Mondiale sull’Acqua, di Stephany Westbrook del Coordinamento BDS e dei giovani di Bergamo che hanno curato la versione italiana del recente rapporto di B’tselem sulla politica israeliana nella Valle del Giordano e Mar Morto. (altro…)

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Nel maxiemendamento anticrisi del governo uscente approvato dal Parlamento c’è anche un bel regalo ai produttori italiani di armi leggere infilato dalla Lega Nord: l’abolizione del Catalogo nazionale delle armi comuni da sparo, che di fatto liberalizza la vendita di armi da guerra ai privati detentori di porto d’armi.

PeaceReporter ha chiesto un parere a Carlo Tombola, coordinatore scientifico dell’Osservatorio Permanente Armi Leggere (Opal) di Brescia, aderente alla Rete Italiana per il Disarmo, e curatore del libro “Il peso delle armi leggere”.

Un colpo di mano?
Era da tempo che la lobby armiera puntava a modificare la legge 110 del 1975 che regola il porto d’armi limitandolo alle armi leggere, non militari. Una distinzione stabilita appunto dal Catalogo nazionale delle armi comuni da sparo, periodicamente aggiornato da un’apposita commissione istituita presso il ministero degli Interni.
Era una legge efficace?
Già questa garanzia legale viene aggirata, poiché molte armi considerate da caccia o da difesa personale sono di fatto commercializzate a scopo bellico: basta pensare ai fucili a pompa M4 Benelli venduti ai Marines e ai Navy Seals americani, e in passato all’esercito del regime di Gheddafi, o alla straordinaria vendita di fucili da caccia all’Albania durante la guerra in Kosovo. (altro…)

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FORTEZZA EUROPA

Visitate Fortezza Europa, il blog di Gabriele Del Grande, ne vale la pena. Quattro anni di viaggi nel Mediterraneo lungo i confini dell’Europa. Alla ricerca delle storie che fanno la storia. La storia che studieranno i nostri figli, quando nei testi di scuola si leggerà che negli anni duemila morirono a migliaia nei mari d’Italia e a migliaia vennero arrestati e deportati dalle nostre città. Mentre tutti fingevano di non vedere.

Giorno per giorno, da anni, il mare di mezzo è divenuto una grande fossa comune, nell’indifferenza delle due sponde del mare di mezzo. Dal 1988 almeno 17.856 giovani sono morti tentando di espugnare la fortezza Europa, dei quali 2.049 soltanto dall’inizio del 2011. Il dato è aggiornato al 27 settembre 2011. Ne abbiamo le prove. Sono migliaia di articoli recensiti negli archivi della stampa internazionale. Potete consultarli per area geografica e per anno di pubblicazione. Vi proponiamo anche i bollettini mensili, la sezione statistica sugli sbarchi e una pagina di approfondimento.
Nel Mar Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico verso le Canarie sono annegate 13.056 persone. Metà delle salme (8.244) non sono mai state recuperate. Nel Canale di Sicilia tra la Libia, l’Egitto, la Tunisia, Malta e l’Italia le vittime sono 6.018, tra cui 4.602 dispersi. Altre 206 persone sono morte navigando dall’Algeria verso la Sardegna. Lungo le rotte che vanno dal Marocco, dall’Algeria, dal Sahara occidentale, dalla Mauritania e dal Senegal alla Spagna, puntando verso le isole Canarie o attraversando lo stretto di Gibilterra, sono morte almeno 4.638 persone di cui 2.411 risultano disperse. (altro…)

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Assassinato Cristian Ferreyra – membro di Mocase  (organizzazione rurale Movimento Nazionale Contadino Indigeno)
Manifestiamo la tua solidarietà a MOCASE inviando questa nota alla mail di Gustavo Oscar Infante – Rappresentante permanente  dell’Argentina presso la F.A.O. (repargentinafao@argfao.it):
“MOCASE deve essere sostenuto con solidarietà e mobilitazione”.

“Credevano di ucciderti con l’ordine di fare fuoco.  Credevano di seppellirti  E quello che hanno fatto è stato seppellire un seme”
Ernesto Cardenal

Cristian Ferreyra è stato ucciso da uomini armati di una società che cerca di strappare i terreni ai contadini per le monocolture di soia. Chiediamo a tutti di esprimere solidarietà e esigere giustizia affinchè i responsabili della sua morte siano processati e condannati!
Cristian aveva 23 anni, due figli, un ruolo attivo, militante per la vita contadina all’interno del Mocase-VC,  organizzazione rurale del Movimento Nazionale Contadino Indigeno (MNCI).
Viveva nella comunità di San Antonio, organizzata nel COPAL, centrale contadina del Monte Quemado, Santiago del Estero. Una Regione questa, in  cui le comunità rurali sono minacciate dal business dell’agroalimentare da tempo: aggressioni che contano sull’appoggio e il sostegno dei  settori della giustizia e dell’esecutivo di Santiago. (altro…)

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Pandora TV è nata nel febbraio 2008 da un’idea di Giulietto Chiesa e del gruppo di persone che ruotavano attorno a Megachip-Democrazia nella Comunicazione. Se vuoi avere un’idea su che cosa puoi trovarvi, potresti cominciare da alcuni video per non dimenticare la tragedia irachena.

Come nasce Pandora TV?
Dopo un tentativo infruttuoso, nel 2011 Pandora TV rinasce in simbiosi con il canale Youtube MegachannelZero.
L’idea era – e resta- quella di costruire uno spazio multimediale di comunicazione indipendente e contrapposto  alla Grande Fabbrica dei Sogni e della Menzogna. In prospettiva una televisione, in grado di trasmettere su tutti i canali disponibili, e insieme un content provider in grado di produrre informazione intrattenimento, tali da innalzare il contenuto di verità, di conoscenza, la capacità critica dei fruitori. Che, a loro volta, non devono essere relegati nel ruolo di spettatori, ascoltatori, ma devono essere aiutati a divenire produttori, stimolatori, di informazione, di comunicazione, di  trasmissione di cultura.
Pandora si muove guidata da pochi, essenziali parametri di giudizio:
a) per la difesa della legalità democratica.
b) contro ogni ipotesi di guerra.
c) per difendere il territorio e l’ambiente in cui viviamo.
d) per uno stato laico.
e) per affermare e difendere i diritti sociali e civili dei cittadini

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Pubblichiamo il comunicato del Comitato Nazionale Palestinese per il Boicottaggio (BNC):

Fuori l’Apartheid dal menù!
Giornata europea d’azione contro gli esportatori israeliani di prodotti agricoli
26 novembre 2011
Palestina occupata, 11 novembre 2011 – L’esportazione di prodotti agricoli israeliani è il cuore del regime d’apartheid di Israele sul popolo palestinese. Si tratta di una componente fondamentale del processo di colonizzazione e distruzione ambientale della terra palestinese, del furto dell’acqua, e della violazione dei diritti dei lavoratori palestinesi. [1] Per decenni, le aziende agricole e le piantagioni israeliane hanno sfruttato le terre illegalmente espropriate ai palestinesi e l’acqua che di diritto appartiene ai palestinesi. [2] Ciٍ è più pronunciato nell’area della Valle del Giordano dei territori palestinesi occupati. L’Europa è il più grande mercato per i prodotti agricoli israeliani. [3]
La società israeliana Mehadrin, insieme a tutti gli esportatori agricoli israeliani, traggono profitti dalla vendita di frutti d’apartheid israeliana e sono spesso essi stessi direttamente coinvolti nella colonizzazione della terra e delle risorse palestinesi e nello sfruttamento dei lavoratori palestinesi. [5] Denunciare la complicità di queste aziende, sviluppare campagne di boicottaggio dei loro prodotti e fare pressioni sui grossisti e rivenditori affinché non li commercializzino sono forme efficaci e vitali di solidarietà con la lotta palestinese per la libertà, la giustizia e l’uguaglianza.
La campagna europea contro l’Agrexco, che prima era il principale esportatore agricolo di Israele, è stata un successo importante e uno dei principali fattori alla base della crisi finanziaria della stessa società. [4] Campagne che combinino azioni BDS popolari, comunicazione ai media e iniziative di pressione hanno condotto diversi supermercati europei a sviluppare politiche che, a loro dire, impediscono la vendita di prodotti provenienti dagli insediamenti. Ora è il momento per una nuova fase della campagna: agire contro tutti gli esportatori israeliani di prodotti agricoli per assicurare che non possano più vendere i loro prodotti dell’apartheid in Europa. (altro…)

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