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Archive for settembre 2011

Il 21 settembre scorso ricorreva, nel disinteresse generale, almeno in Italia, la “Giornata internazionale della pace” stabilita ogni anno dalle Nazioni Unite con una risoluzione che risale al 1981. Il disinteresse sarà forse dovuto al fatto che ormai di “giornate” nel corso dell’anno ce ne sono tante, fin troppe, per ricordare eventi o calamità di qualche genere; sarà perché anche di giornate della pace nel corso dell’anno ce ne sono tante. Era l’aprile 1963, poco dopo la fine della guerra di Corea e poco prima dell’inizio della guerra del Vietnam, che si levò, nel corso del concilio Vaticano II, la voce di Giovanni XXIII con l’enciclica “Pacem in terris” che spiegava inequivocabilmente che la pace avrebbe potuto essere ottenuta soltanto con la giustizia, giustizia prima di tutto nella distribuzione dei beni della Terra fra ricchi e poveri.
E poi dal primo gennaio 1968, col Papa Paolo VI, è cominciata la serie delle “Giornate mondiali della pace”che vengono celebrate ogni primo dell’anno nel mondo cattolico; e poi ci sono le giornate che ricordano i bombardamenti atomici. Più concretamente domenica scorsa migliaia di persona hanno marciato “per la pace”, da Perugia ad Assisi; ne ha parlato a lungo Leuzzi in questo giornale. Ciascun saggio porge illuminati inviti alla pace che tutti ascoltano con gli orecchi, ma nessuno mette in pratica tanto che, pur con tante lodevoli esortazioni, di pace ce n’è ben poca.
Se ci si volta indietro, nei sessantasei anni trascorsi dalla pace del 1945, quando finì l’ultima “grande guerra”, non c’è stato un solo giorno di vera pace nel mondo, non un solo giorno in cui, da qualche parte, le truppe di stati o le milizie o gruppi armati non abbiano fatto sentire il rumore di cannoni o di mitragliatrici; la violenza ha dominato e pervaso la storia umana. C’è motivo di ricordarlo anche in questa rubrica perché ogni conflitto, ogni scontro, ha avuto cause ed effetti ambientali. Dietro le scuse ”ufficiali” di difesa di diritti politici o umani o dietro motivi religiosi o con la scusa di assicurare a qualcun altro la libertà da qualche cosa, c’è sempre stata la volontà di impossessarsi di beni territoriali o ambientali “altrui”: la conquista di terre fertili, o di spazio, o di risorse naturali o il controllo dell’acqua dei fiumi. (altro…)

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Martedì 4 ottobre sesta edizione del Premio TESTIMONE DI PACE. La cerimonia di premiazione presso il Teatro Comunale di Ovada in Corso Martiri della Libertà 10.

Vincitore della VI edizione del premio Testimone di Pace è l’esule ceceno e attivista per i diritti umani Shachman Akbulatov.
Il premio per la sezione Informazione è stato assegnato alla Fondazione Libera Informazione (www.liberainformazione.org), in memoria del suo fondatore Roberto Morrione.
Saranno presenti gli studenti dell’Istituto Professionale “Attilio Odero” di Genova Sestri Ponente, vincitori della sezione Scuola con il progetto multimediale “Un passo avanti. Voci dall’Europa”.
Uno spazio particolare sarà dedicato al ricordo di Vittorio Arrigoni, già Premio Speciale “Rachel Corrie” 2010, assassinato a Gaza lo scorso aprile.
Coordinerà la serata Luca Rastello, giornalista di “La  Repubblica” e direttore dell’Osservatorio Balcani (www.balcanicaucaso.org).
Il premio Testimone di Pace è promosso dal Centro Pace e Nonviolenza “Rachel Corrie” e dal Comune di Ovada con la collaborazione dell’Associazione Articolo 21 e dalla trasmissione radiofonica Fahrenheit (RAI Radio 3), e con il sostegno della Regione Piemonte, della Provincia di Alessandria e della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. Si avvale dell’adesione del Presidente della Repubblica.
Tutte le informazioni su www.testimonedipace.org

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Ramallah, 23 settembre 2011, Nena News – “Besiege your siege…there is no other way”. Con le parole del grande poeta palestinese Mahmoud Darwish, Omar Barghouti esordisce alla presentazione del suo ultimo libro (BDS – The global struggle for Palestinian rights, Haymarket Books, Chicago, 2011)[1]. Approfittando di tale evento abbiamo voluto chiedere allo scrittore la sua opinione a proposito dell’iniziativa intrapresa dall’Autorità Nazionale Palestinese di  Mahmoud Abbas per il riconoscimento dello Stato di Palestina presso le Nazioni Unite ….
Palestinese, attivista per i diritti umani, largamente noto al pubblico in veste co-fondatore della campagna internazionale BDS per il boicottaggio, disinvestimenti e sanzioni contro Israele, Omar Barghouti non nasconde le sue preoccupazioni per la creazione di un futuro Stato palestinese. Tuttavia parlando a nome della coalizione BDS, egli afferma che, la presentazione della candidatura presso le UN potrebbe avere l’effetto positivo, per quello che concerne la campagna, di ampliarne l’utenza e amplificarne la eco. Ma a prescindere dal riconoscimento ufficiale dello Stato, le azioni di boicottaggio ai danni di Israele rimarranno invariate con gli stessi obiettivi da raggiungere utilizzando quei mezzi temprati da più di 5 anni di battaglie (la BDS Campaign è stata fondata nel luglio del 2005).
Detto questo, le opinioni dello scrittore diventano assai più severe, e ci tiene a sottolinearlo, se la domanda è rivolta alla sua persona in quanto palestinese e attivista per i diritti umani. Barghouti afferma infatti senza mezzi termini, che dietro questa decisione dell’ANP c’è una totale mancanza di trasparenza e la principale fonte di preoccupazione è che un ipotetico Stato di Palestina possa sostituire l’OLP, unico rappresentante ufficiale di tutti i palestinesi. Questo metterebbe particolarmente in pericolo la condizione dei rifugiati (e il loro conseguente diritto al ritorno) così come lo status dei palestinesi di Gerusalemme e di quelli residenti nei territori del ’48 (con cittadinanza Israeliana) che si troverebbero ulteriormente indeboliti nella loro lotta per l’eguaglianza di diritti all’interno dello Stato di Israele. (altro…)

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Il Centro Pace “Rachel Corrie” aveva aderito all’appello di mobilitazione “Dai la caccia al caccia!” contro l’acquisto da parte dell’Italia di oltre 130 cacciabombardieri F-35 JSF lanciato dalla Rete Italiana per il Disarmo.
Anche se il Governo tiene bloccata da tempo la decisione definitiva di acquisto,il pericolo che il nostro paese acquisti a breve i caccia d’attacco Joint Strike Fighter F-35 è ancora presente! Si tratta di un programma che ad oggi ci è costato già 1,5 miliardi di euro ne costerà almeno altri 15, solo per l’acquisto dei velivoli, arrivando ad un impatto di 20 miliardi nei prossimi anni. Senza contare il mantenimento successivo…
Per questo motivo dobbiamo diffondere e rafforzare la nostra azione, firmando e facendo firmare l’appello alla pagina www.disarmo.org/nof35 (in cui si trovano anche dati, informazioni e cronistoria della campagna) e nel caso anche aggiungendoci ai fan della pagina Facebook della mobilitazione stessa: http://www.facebook.com/taglialealiallearmi
Leggi il testo del nuovo appello:
COME CITTADINO HO DIRITTO ALL’ISTRUZIONE, AL LAVORO, ALLA PENSIONE ED ALLA SANITA’…POSSO FARE A MENO DI 131 CACCIABOMBARDIERI F-35 JSF!
Mentre con le due manovre economiche estive, per pareggiare i conti dello Stato, si chiedono forti sacrifici agli italiani con tagli agli enti locali, alla sanità, alle pensioni, all’istruzione, il Governo mantiene l’intenzione di procedere all’acquisto di 131 cacciabombardieri d’attacco F35 “Joint Strike Fighter” al costo di circa 20 miliardi di euro (15 per il solo acquisto e altri 5 in parte già spesi per lo sviluppo e le strutture di assemblaggio). (altro…)

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Appuntamento per i sottoscrittori dell’appello di padre Alex Zanotelli contro la manovra finanziaria

Carissime/i,

vi scrivo di nuovo per darvi un appuntamento per decidere insieme come continuare questo nostro comune impegno contro le immonde spese militari. Ci vediamo ad Assisi, a Santa Maria degli Angeli davanti alla basilica, alle ore 15 con chi di voi ha deciso di partecipare alla Marcia per la pace di Perugia-Assisi del 25 settembre. Sarò lì ad attendere quanti di voi ci saranno per lanciare insieme una idea su come proseguire questa nostra iniziativa che al momento in cui scrivo questa email ha superato le 10400 adesioni.
Grazie ancora a tutte/i.
Spero di incontrarvi in tante/i ad Assisi.
Invito tutte/i quelle/i che verranno a mettersi, come segno di riconoscimento, una fascia bianca al braccio sinistro.

Per il momento vi saluto tutte/i e vi abbraccio.

Che vinca la vita

Alex Zanotelli

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Riceviamo da “Stop Agrexco Italia” la notizia che l’esportatore israeliano oggetto della campagna è stato messo in liquidazione. E’ un risultato importante della campagna BDS (Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni).
Di seguito la traduzione del comunicato stampa del Comitato Nazionale Palestinese per il BDS, che si trova anche sul sito di Stop Agrexco Italia:
La società civile palestinese accoglie con favore la notizia che Agrexco va in liquidazione, e invita a celebrare questa vittoria della campagna BDS.
Gli attivisti per i diritti dei palestinesi festeggiano la notizia che Agrexco, il più grande esportatore israeliano di prodotti agricoli che è stato un obiettivo chiave del movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) a sostegno dei diritti dei palestinesi, va in liquidazione su ordine del tribunale dopo non essere stato in grado di pagare i propri creditori.
Agrexco, in parte di proprietà dello Stato israeliano, è responsabile dell’esportazione di gran parte dei prodotti agricoli freschi israeliani, tra cui il 60-70% dei prodotti agricoli coltivati negli insediamenti illegali di Israele nei Territori Palestinesi Occupati (OPT). Nella traduzione dei documenti del tribunale sul processo di liquidazione ottenuta dal BNC, è chiaramente indicato che Agrexco ha agito come una filiale dello Stato di Israele, di fatto fornendo sussidi statali al settore agricolo. I documenti includono critiche al governo per aver consentito all’azienda il default sul proprio debito e avvertono anche che Agrexco è un simbolo primario di Israele e che il suo crollo potrebbe avere grandi implicazioni.
“Ci congratuliamo e salutiamo calorosamente i nostri partner europei per la loro campagna dedicata e determinata contro l’Agrexco. Questa decisione segue la notizia che Veolia, multinazionale francese che ha perso miliardi di euro in contratti municipali a causa della sua fornitura di infrastrutture per gli insediamenti illegali israeliani, è di fronte a un crollo finanziario. Chiaramente, il movimento BDS sta maturando e fa alzare il costo della complicità aziendale con i crimini di guerra israeliani. Campagne BDS strategiche stanno dimostrando, attraverso successi quotidiani, che BDS è la forma più efficace di solidarietà necessaria per sfidare il sistema israeliano di colonialismo, occupazione e apartheid”, ha detto Jamal Juma’, coordinatore della campagna Stop the Wall e membro della segreteriato BNC. (altro…)

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L’esule ceceno Shachman Akbulatov si aggiudica la sesta edizione del premio “TESTIMONE DI PACE”.
Premiata anche la Fondazione Libera Informazione in memoria del giornalista Roberto Morrione e l’IPSSIA “Attilio Odero” di Genova Sestri Ponente.
La premiazione si terrà martedì 4 ottobre presso il Teatro Comunale di Ovada alle ore 21.00.
Insignito dell’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica fin dalla prima edizione, il Premio Testimone di Pace ha ottenuto la prestigiosa ADESIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA accompagnata da speciale medaglia presidenziale. Ha ottenuto inoltre il patrocinio di Genova Città dei Diritti. Il premio è organizzato dal Comune di Ovada, dal Centro Pace Rachel Corrie, dall’Associazione Articolo 21 e dalla trasmissione radiofonica Fahrenheit (RAI Radio 3), con il sostegno della Regione Piemonte, della Provincia di Alessandria e della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. La giuria è composta da Marino Sinibaldi, Eleonora Barbieri Masini, Luigi Bettazzi, Eros Cruccolini, Tano D’Amico, Nando dalla Chiesa, Giovanni De Luna, Flavio Lotti, Lidia Menapace, Giorgio Nebbia.
Leggi il COMUNICATO STAMPA VINCITORI dell’edizione 2011.

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