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Archive for agosto 2011

Per risanare il nostro debito pubblico perchè non tagliamo le spese militari? Alex Zanotelli ha lanciato un appello in tale senso, per firmarlo:

http://www.ildialogo.org/appelli/indice_1314206334.htm

In tutta la discussione nazionale in atto sulla manovra finanziaria, che ci costerà 20 miliardi di euro nel 2012 e 25 miliardi nel 2013, quello che più mi lascia esterrefatto è il totale silenzio di destra e sinistra, dei media e dei vescovi italiani sul nostro bilancio della Difesa. E’ mai possibile che in questo paese nel 2010 abbiamo speso per la difesa ben 27 miliardi di euro? Sono dati ufficiali questi, rilasciati lo scorso maggio dall’autorevole Istituto Internazionale con sede a Stoccolma(SIPRI). Se avessimo un orologio tarato su questi dati, vedremmo che in Italia spendiamo oltre 50.000 euro al minuto, 3 milioni all’ora e 76 milioni al giorno. Ma neanche se fossimo invasi dagli UFO, spenderemmo tanti soldi a difenderci!!
E’ mai possibile che a nessun politico sia venuto in mente di tagliare queste assurde spese militari per ottenere i fondi necessari per la manovra invece di farli pagare ai cittadini? Ma ai 27 miliardi del Bilancio Difesa 2010, dobbiamo aggiungere la decisione del governo, approvata dal Parlamento, di spendere nei prossimi anni, altri 17 miliardi di euro per acquistare i 131 cacciabombardieri F 35. Se sommiamo questi soldi, vediamo che corrispondono alla manovra del 2012 e 2013. Potremmo recuperare buona parte dei soldi per la manovra, semplicemente tagliando le spese militari. (altro…)

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Vi invitiamo a firmare una petizione affinché il prestigioso premio Henry C. Turner per l’Innovazione nelle Tecnologie Costruttive non venga assegnato a Caterpillar, che ha una lunga storia di complicità nella violazione dei diritti umani e delle leggi internazionali all’interno dei Territori Occupati in Palestina.
Da decenni infatti i mezzi Caterpillar sono stati usati non solo per demolire migliaia di case palestinesi, lasciando prive di tetto più di 50.000 persone, ma anche per costruire l’illegale muro di separazione, per distruggere oliveti e per costruire altre colonie israeliane, che abusivamente espropriano i Palestinesi dei loro terreni. Non possiamo inoltre dimenticare che diversi civili sia Palestinesi sia di altre parti del mondo, quali Rachel Corrie, sono stati feriti od uccisi durante le demolizioni.
Caterpillar sa perfettamente che i suoi mezzi sono continuamente impiegati in Palestina per violare la legge e il diritto, mettendo a repentaglio la vita di civili disarmati, ma continua a venderli al governo israeliano, dimostrando così di anteporre il profitto al rispetto dei diritti umani.
Non merita pertanto alcun premio, ma al contrario delle sanzioni!

Firmate la petizione al link:

http://www.ipetitions.com/petition/caterpillaraward/

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Richard Siegel (http://www.richsiegel.com/index.html) è un pianista e compositore ebreo americano che ha scritto insieme con Dave Lippman la canzone In Palestine. La canzone è dedicata alla memoria di Abir Aramin, una bambina palestinese uccisa nel 2007 quando aveva 10 anni dalla polizia di frontiera israeliana mentre tornava a casa da scuola, ed anche ai 437 bambini di Gaza uccisi da Israele nell’operazione “Piombo Fuso”.
Ascoltate la canzone e dopo anche le parole di Richard, che spiega come è arrivato fin qui dopo essere stato allevato da Sionista, convinto che tutto quanto avesse a che fare con Israele fosse buono e quello che aveva a che fare con gli Arabi cattivo.
Dopo una parentesi come pianista in Israele, turbato dalle continue notizie di violenze che venivano da quella regione, decise di studiarne a fondo contesto e situazione, certo che questo lo avrebbe portato ad un coinvolgimento ancora maggiore verso Israele. Al contrario, si rese conto che dalla narrazione classica del conflitto manca un elemento fondamentale, perchè la nascita di Israele nel 1948 è legata a quello che lui definisce il peccato originale, che è stato di prendersi una terra abitata al 95% da non Ebrei e trasformarla in uno Stato esclusivamente ebraico mediante una campagna di massacri, intimidazioni ed espulsioni forzate.
La soluzione tanto conclamata dei due Stati, che in pratica si riduce ad offrire ai Palestinesi un microscopico stato su territori non contigui che rappresentano il 22% di una terra che era in origine esclusivamente loro, non ha nulla a che vedere con la giustizia, che invece imporrebbe di arrivare ad uno Stato multietnico sul modello del Sud Africa.
TU NON SARAI UN COLPEVOLE; TU NON SARAI UNA VITTIMA; E TU NON SARAI MAI, MAI, UNO SPETTATORE.  (Yehuda Bauer, storico della Shoah)

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Mentre le armi italiane vengono usate per la repressione in Siria il Parlamento approva il Decreto Missioni, ormai parte fondamentale delle nostre spese militari
Rete Disarmo e Tavola della Pace: i soldi per le missioni all’estero si confermano ancora una volta come una vera e propria “stampella” per il bilancio della Difesa
Fonte: Rete Italiana per il Disarmo – 02 agosto 2011
“Il Decreto sulle Missioni militari all’estero, convertito oggi dalla Camera dei deputati, si conferma sempre di più come la stampella del bilancio della Difesa”. E’ quanto ha dichiarato Massimo Paolicelli dell’Associazione Obiettori Nonviolenti, realtà della Rete Italiana per il Disarmo.
Sommando infatti agli 811 milioni di euro spesi nel primo semestre i 744 milioni di euro stanziati per la seconda metà del 2011 ed i 52 milioni di euro che vanno a finanziare il reclutamento di personale militare nel 2011 otteniamo 1.607 milioni di euro complessivi. “Un centinaio in più rispetto allo scorso anno, e seicento in più rispetto a qualche anno fa: altro che risparmi sbandierati dalla Lega” – aggiunge Paolicelli.
Di questi fondi bisogna ricordare che solo l’1,5% va a progetti di cooperazione, il resto serve per le spese di armi, munizionamenti, mezzi e personale militare, andando a coprire anche oneri precedentemente a carico diretto del Ministero della Difesa. Un esempio lampante è l’inutile invio della portaeromobili Garibaldi per la missione Caro Armato in Libia, come di fatto ha dichiarato il Ministro della Difesa Ignazio La Russa: in realtà con i soldi delle missioni si è fatta muovere una nave ed esercitare il suo equipaggio. “Ormai da diverso tempo – conclude Paolicelli – i fondi per le missioni e quelli stanziati dal Ministero dello Sviluppo Economico per i nuovi sistemi d’arma sono una fetta considerevole delle spese militari, in particolare per la parte di esercizio, non conteggiate però nel bilancio della Difesa”. (altro…)

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“Come abbiamo salvato Sorella Acqua, così ora dobbiamo salvare Madre Terra”, queste le prime parole dell’Appello Salviamo la Pachamama che la Rete per la Giustizia Ambientale e Sociale (RIGAS), P. Alex Zanotelli, Giuseppe De Marzo ed altri, fanno agli italiani, invitando tutti a organizzarsi, a livello locale, regionale e nazionale. Anche se quasi tutti sono contrari, come dice l’Appello stesso: “Abbiamo quasi tutti contro, i media, i partiti, i poteri economico-finanziari”.
APPELLO SALVIAMO LA PACHAMAMA
“Come abbiamo salvato Sorella Acqua, così ora dobbiamo salvare Madre Terra”, potrebbe essere lo slogan delle Giornate appena trascorse a Genova e di quel colorato corteo di oltre 50.000 persone, che ha sfilato per le vie di quella città. Da Genova gridiamo a tutti che la cittadinanza attiva, che i poteri forti avevano tentato di massacrare nelle giornate del G8 del 2001, è più forte e vegeta di allora. Ne è riprova la straordinaria vittoria referendaria sull’acqua e sul nucleare. Queste giornate genovesi ci hanno aiutato a ritrovarci, a ricompattarci per la grande sfida: salvare la Madre Terra.
La comunità scientifica mondiale è concorde nel ritenere che se non ci saranno delle sterzate radicali, la temperatura sul nostro pianeta salirà di 3-4 gradi. Sarebbe una catastrofe. E i tempi per evitarla sono strettissimi: una decina di anni? Gli esperti ci dicono che per salvarci, dobbiamo tagliare l’80% delle emissioni di gas serra entro il 2050. E i governi del mondo non ne vogliono sentir parlare, tanto è che hanno fatto fallire tutti i tentativi per trovare una soluzione, dal Protocollo di Kyoto (1997) alle 16 Conferenze delle Parti (COP), tenutesi tra il 1995 e il 2010. Clamoroso il fallimento della COP 15 a Copenaghen nel 2009 con oltre 15.000 delegati! E lo scorso anno, altro fallimento a Cancun, in Messico. Ed ora ci prepariamo alla COP17 che si terrà a Durban, in Sudafrica. Ma le prospettive non sono buone perché i governi sono prigionieri dei potentati economico-finanziari-agroindustriali che traggono enormi profitti da questo Sistema. Ancora più grave è che ora vogliono fare business anche con la crisi ecologica tramite la cosiddetta “green economy”, la geo-ingegneria e le nano-tecnologie. (altro…)

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E’ agosto, tempo di vacanze e di escursioni. Anche noi ve ne consigliamo una, la potete fare sulle vostre gambe oppure su quelle di Wu Ming (http://www.wumingfoundation.com/giap/), la famosissima band di romanzieri nata nel 2000 come emanazione della comunità Luther Blissett di Bologna, autrice de  “Il Sentiero degli Dei”, uscito per Ediciclo ad aprile del 2010 e liberamente scaricabile in formato PDF da: http://www.wumingfoundation.com/italiano/WM2_Il_sentiero_degli_dei.pdf

Il 27 giugno scorso, mentre dalle parti di Chiomonte, in Val di Susa, l’odore dei lacrimogeni era ancora pungente, centinaia di chilometri più a sud, in un’aula di tribunale, la corte d’appello di Firenze mandava assolti i dirigenti del consorzio Cavet, condannati in primo grado per l’inquinamento e lo smaltimento illecito di rifiuti, durante lo scavo delle gallerie per l’Alta Velocità nella zona del Mugello…..anche la prima sentenza, quella sfavorevole a Cavet (quindi Impregilo, quindi Fiat), era stata piuttosto morbida con gli imputati: l’impatto su fiumi e sorgenti? Un semplice errore, nulla di penale. Il furto d’acqua? Deciderà la Corte Costituzionale, perché non è ben chiaro se il prendersi a sbafo l’acqua di un fiume sia davvero un furto. Infatti, come disse nella sua requisitoria il PM Gianni Tei:
«Di chi è l’acqua? Di tutti? Di nessuno? […] Gli imputati […] devono aver pensato che l’acqua fosse loro. E se non loro, allora che l’acqua non fosse di nessuno, secondo il principio abbastanza in uso nel nostro paese per il quale i beni pubblici non sono considerati beni di tutti, ma di nessuno per l’appunto, e quindi alla fine sono di chi se li prende.»
L’ambiente, il camminare, l’Appennino, la TAV, la variante di valico, il furto d’acqua e i beni comuni, la devastazione del Mugello, le responsabilità della Regione Toscana, i risarcimenti che in realtà non risarciscono etc, tutto questo e di più in Il sentiero degli dei, di Wu MIng,
Le cinque (o più) tappe della Via degli Dei attraversano due regioni, due province e quattordici comuni.
Se non vi piace attraversare i confini, camminare sui crinali e stare nei margini, temo che questo libro non faccia per voi.
In caso contrario, potreste provare a leggerlo, e trovarci dentro una guida per escursionisti, una raccolta di novelle, un diario di bordo, un saggio, un reportage, un’inchiesta e chissà cos’altro.  (Il Sentiero degli Dei, p.4)

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