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Archive for giugno 2011

leggi  IL PROGETTO TAV, UN FLOP AD ALTA VELOCITA’ di Luca Mercalli

Il Centro per la Pace “Rachel Corrie” esprime profondo dolore e preoccupazione per quanto accaduto in Val di Susa. Comunque la si pensi non possiamo dimenticare che migliaia di cittadini e molti amministratori locali stanno manifestando per chiedere il loro coinvolgimento diretto in scelte che vanno a gravare sul loro territorio.
Facciamo nostro l’appello firmato da don Luigi Ciotti e da un gruppo di intellettuali che sottolinea come, soprattutto dopo l’esito dei referendum del 12 e 13 giugno, lo scenario politico nel nostro Paese sia cambiato e si siano posti al centro dell’attenzione pubblica i beni comuni e il bene comune. L’esito del referendum deve avere come obiettivo quello di costruire una agenda politica in grado di mettere in campo un nuovo progetto di società, di sviluppo e di partecipazione democratica.
La scelta dell’intervento militare per superare la situazione di stallo determinatasi in val di Susa e rimuovere le resistenze in atto è stata una soluzione sbagliata e controproducente.
Ci  possono essere opinioni diverse sulla necessità di potenziare il trasporto ferroviario nell’area e sulle relative modalità, ma una cosa è certa: la costruzione della linea ad alta capacità Torino-Lione (e delle opere ad essa funzionali) non è una questione (solo) locale e l’opposizione delle popolazioni interessate non è un semplice problema di ordine pubblico. Si tratta, al contrario, di questioni fondamentali che riguardano il nostro modello di sviluppo e la partecipazione democratica ai processi decisionali.
Chiediamo alla politica e alle istituzioni un gesto di razionalità; si fermino le violenze, si sospenda l’inizio dei lavori e si apra un ampio confronto nazionale su opportunità, praticabilità e costi dell’opera e sulle eventuali alternative.
In un momento difficile come quello che sta vivendo il nostro Paese non sono le divisioni e le tensioni quelle che potranno aiutarci a superare la crisi, ma la forza del dialogo e della democrazia.
Ovada, 27 giugno 2011

per approfondire: http://www.ambientevalsusa.it/

ANCHE I COMUNI VIRTUOSI SONO CONTRO LA TAV: leggi il comunicato

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Riceviamo il seguente urgente messaggio da Fredom Flotilla Italia:

Molte navi della Freedom Flotilla 2, fra cui la “Stefano Chiarini”, sono all’ancora in alcuni porti della Grecia, pronte a partire. Le autorità greche frappongono continui ostacoli di carattere burocratico alla loro partenza, in conseguenza delle pesantissime pressioni esercitate dal governo di Israele.
Iniziamo a sollecitare le autorità della Grecia affinché non cedano alle pressioni israeliane e consentano la partenza delle navi, anche in considerazione del fatto che il prolungarsi della loro permanenza nei porti sta rendendo possibile il lavoro dei sabotatori: dopo una nave greca, è stata sabotata la nave irlandese, che ha riportato seri danni.
Invitiamo tutte e tutti a scrivere all’ambasciata di Grecia in Italia, all’indirizzo gremroma@tin.it , a telefonare al n. 06-8537551 e ad inviare fax al n. 06-8415927. Proponiamo un testo base per le mail ed i fax: (altro…)

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No alle modifiche senza confronto sul commercio di armi. Bisogna stralciare dalla legge comunitaria le modifiche alla legge 185 del 1990.

fonte: Rete Italiana per il Disarmo – 27 giugno 2011

La Rete Italiana per il Disarmo denuncia il rischio che l’Italia, con l’approvazione del disegno di legge “comunitaria” (AC 4059) che andrà in aula il prossimo 27 giugno alla Camera, diminuisca i controlli sui trasferimenti di armi e che la trasparenza faccia un passo indietro.
La modifica della legge 185 del 1990, che è considerata un modello a livello internazionale per i divieti che contiene, per i controlli e le misure di trasparenza, non può avvenire senza un adeguato dibattito parlamentare e un confronto con la società civile.
Inoltre i sei commi dell’art. 16 che contengono il dispositivo in merito predisposto dall’esecutivo non definiscono in modo definito e rigoroso i principi e criteri direttivi che dovrebbero improntare la redazione del decreto legislativo conseguente, lasciando mano libera all’esecuti vo di modificare, senza troppi paletti, la legge 185/90 sul commercio di armi.
Come già denunciato da Rete Disarmo lo scorso novembre, all’inizio dell’iter, il Governo ha deciso per la prima volta su una materia così delicata – che riguarda la politica estera e di sicurezza del Paese – di fare approvare al Parlamento una Legge Delega. Sarà quindi poi l’esecutivo a scrivere le norme sul commercio di armi sulla base delle poche indicazioni contenute nella proposta di legge “comunitaria” attraverso un decreto legislativo. Senza alcuna trasparenza e senza nessun confronto in Parlamento. (altro…)

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Il Laboratorio Corsaro è un percorso politico e sociale parallelo e collegato a quello della rete dei collettivi universitari degli Studenti Indipendenti. I corsari nascono lo scorso anno nelle “fasi finali” dell’Onda Anomala, quando decine e decine di studenti e studentesse impegnati/e nella mobilitazione in difesa dell’Università pubblica decidono di mettere a valore il prezioso patrimonio di relazioni umane e politiche costruitosi nei mesi precedenti. Riferendosi anche agli eretici scritti pasoliniani, l’immaginario corsaro parla della necessità di continuare a solcare onde e mari, dirigendo la propria rotta ovunque si manifestino le contraddizioni di questa società. E’ un andare oltre, è il tentativo di organizzarsi ed estendere la propria azione verso campi più larghi: sostenibilità, lavoro, cultura, diritti civili e sociali, tematiche di genere, beni comuni, radicamento sociale ed altro ancora. L’appello è rivolto soprattutto ad una generazione di giovani desiderosa di riprendere in mano il proprio futuro.
A inizio ottobre, sul sito www.officinecorsare.org, comparirà l’elenco degli invitati a presentare le loro idee nel corso di un incontro nazionale su questo tema che si terrà sabato 10 e domenica 11 dicembre 2011, presso la sede delle Officine Corsare a Torino.
Gli studenti, dottorandi, ricercatori, docenti, militanti e lavoratori (che non abbiano ancora compiuto il 40esimo anno di età)  che intendono rispondere a questo appello, sono pregati di scrivere una breve sintesi delle loro idee in materia, un abstract (da contenersi in 3000 caratteri) e spedirlo entro il 15 settembre 2011 al seguente indirizzo: studicorsari@gmail.com. Maggiori informazioni in seminario_ sulla_ gioventù

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GAZA OCCUPATA, PALESTINA OCCUPATA
Noi, i Palestinesi della Striscia di Gaza assediata, oggi, dopo cinque anni di chiusura di Gaza, ne abbiamo abbastanza della mancanza di azione, delle discussioni, dell’attesa: l’assedio di Gaza deve finire.
Poco dopo le elezioni democratiche del 2006, supervisionate da persone e organismi della comunità internazionale, nazioni che precedentemente fornivano aiuti e sostenevano le organizzazioni culturali a Gaza, cessarono il loro sostegno. A metà del 2007 i nostri confini, controllati da Israele e dall’Egitto, furono completamente chiusi, con dentro i Palestinesi vietando alle importazioni ed alle esportazioni di oltrepassare le frontiere.
Dal 27 dicembre 2008 al 18 gennaio 2009, Israele ha perpetato una strage a tutto campo su Gaza, uccidendo oltre 1500 Palestinesi, la maggior parte civili innocenti, tra cui oltre 430 bambini, distruggendo migliaia di case, edifici commerciali, industrie , università, scuole, ospedali e strutture sanitarie e danneggiando estensivamente i sistemi igienico sanitari. (altro…)

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Le navi della Freedom Flotilla 2 – Stay Human partiranno nei prossimi giorni dai porti del Mediterraneo, con destinazione la Striscia di Gaza assediata, per interrompere l’illegale blocco navale israeliano. L’iniziativa della Freedom Flotilla, di cui è parte la nave italiana “Stefano Chiarini”, è assolutamente legale e non violenta. Respingiamo con forza le ridicole insinuazioni della propaganda sionista in merito alle armi o ad altri strumenti offensivi a bordo delle nostre navi. La “Stefano Chiarini” e le altre imbarcazioni della Freedom Flotilla 2 saranno cariche solo dell’umanità solidale di centinaia di difensori dei diritti umani di ogni nazionalità e di ogni fede religiosa, di cittadini del mondo uniti dalla determinazione di colmare il vuoto della colpevole inerzia dei nostri governi, che nulla hanno fatto e nulla fanno per alleviare le sofferenze del popolo palestinese e per sanzionare l’occupazione israeliana. Non porteremo armi, ma aiuti umanitari, materiale per ricostruire le case e gli ospedali bombardati, materiale scolastico e giocattoli per i bambini di Gaza, medicinali e strumenti sanitari. (altro…)

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Per la prima volta esce in Grecia un documentario prodotto dal pubblico stesso: Debitocrazia indaga sulle cause della crisi del debito e propone soluzioni che vengono tenute nascoste sia dal governo sia dai media dominanti.
Debitocrazia è un film documentario del 2011 di Katerina Kitidi e Aris Hatzistefanou. Esso si concentra principalmente su due punti: le cause della crisi del debito greco del 2010 e la proposta di alcune possibili soluzioni che non vengono attualmente neppure prese in considerazione dal governo del Paese.
Per vedere il documentario con i sottotitoli in italiano sposta il cursore nella parte alta destra dello schermo e clicca su subtitles per selezionare la lingua.

Aris Hatzistefanou ha 34 anni e non è nuovo ad inchieste scomode. Giornalista da quando era adolescente, il suo consolidato programma Infowar su Sky Radio veniva annullato proprio mentre usciva l’avvincente Debitocrazia. (altro…)

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