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Archive for aprile 2011

                            A Vittorio Arrigoni

HANNO UCCISO TUTTI

Hanno ucciso tutti
hanno ucciso tutti i minareti
e le dolci campane
uccise le pianure e la spiaggia snella
ucciso l’amore e i destrieri tutti, hanno ucciso il nitrito.
Per te sia buono il mattino.
Non ti hanno conosciuto
non ti hanno conosciuto fiume straripante di gigli
e bellezza di un tralcio sulla porta del giorno
e delicato stillare di corda
e canto di fiumi, di fiori e di amore bello.
Per te sia buono il mattino.
Non hanno conosciuto un paese che vola su ala di farfalla
e il richiamo di una coppia di uccelli all’alba lontana
e una bambina triste
per un sogno semplice e buono
che un caccia ha scaraventato nella terra dell’impossibile.
Per te sia buono il mattino.
No, loro non hanno amato la terra che tu hai amato
intontiti da alberi e ruscelli sopra gli alberi
non hanno visto i fiori sopravvissuti al bombardamento
che gioiosi traboccano e svettano come palme.
Non hanno conosciuto Gerusalemme … la Galilea
nei loro cuori non c’è appuntamento con un’onda e una poesia
con i soli di dio nell’uva di Hebron,
non sono innamorati degli alberi con cui tu hai parlato
non hanno conosciuto la luna che tu hai abbracciato
non hanno custodito la speranza che tu hai accarezzato
la loro notte non si espone al sole
alla nobile gioia.
Che cosa diremo a questo sole che attraversa i nostri nomi?
Che cosa diremo al nostro mare?
Che cosa diremo a noi stessi? Ai nostri piccoli?
Alla nostra lunga dura notte?
Dormi! Tutta questa morte basta
a farli morire tutti di vergogna e di sconcezza.
Dormi bel bambino.

Ibrahim Nasrallah
(trad. Wasim Dahmash)

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E’ con grande piacere che vi annuncio la nascita del Coordinamento Contadino Piemontese, avvenuto in occasione della cena per la Giornata Internazionale delle lotte contadine de La Via Campesina, tenutasi Venerdì 15 aprile a Torino.
Eccovi il testo del comunicato stampa:
Il giorno 15 aprile 2011 presso i locali della SOMS “De Amicis” in Corso Casale 134 a Torino, si è costituito il Coordinamento Contadino Piemontese promosso e composto dai gruppi piemontesi di:
A.I.A.B. – Associazione Italiana Agricoltura Biologica,
A.R.I. – Associazione Rurale Italiana,
Civiltà Contadina,
M.A.I.S. – Movimento per l’Autosviluppo l’Interscambio e la Solidarietà,
W.W.O.O.F. – Opportunità in fattorie biologiche nel mondo
Le diverse associazioni, composte da contadini e cittadini, lavorano insieme per favorire il riconoscimento dell’agricoltura contadina a livello locale ed internazionale, come sistema di vita e di produzione verso la sovranità alimentare ed economica. (altro…)

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“Quest’anno reiteriamo la necessità di liberarci dal sistema di produzione industriale degli alimenti e riaffermiamo la nostra convinzione che l’agricoltura contadina è in grado si alimentare il mondo”. Lo hanno affermato le organizzazioni di contadini di tutto il mondo in occasione della Giornata Internazionale della Lotta Campesina, celebrata lo scorso 17 aprile con azioni in tutto il mondo. Data scelta per commemorare il quindicesimo anniversario della morte di 19 contadini uccisi dalla polizia a Eldorado dos Carajas in Brasile.
La crisi alimentare attuale dimostra che il sistema alimentare industriale predominante ha fallito e che il primo Obiettivo del Millennio, che propone di dimezzare il numero di persone che soffrono la fame entro il 2015 è ben lontano dall’essere raggiunto. In realtà avvisano dall’organizzazione Via Campesina la fame e l’insicurezza alimentare stanno aumentando. Un miliardo di persone soffrono la fame, un altro miliardo la denutrizione, mentre un altro miliardo ha dei problemi di sovralimentazione, paradossi del sistema.
Terra, sementi e acqua continuano ad essere privatizzate e ad essere cedute all’agroindustria. Questo ha costretto i membri delle comunità rurali a emigrare verso le città, abbandonando terre fertili che nel frattempo sono invece sfruttate dalle multinazionali per produrre agrocombustibili, biomassa, alimenti destinati ai consumatori dei paesi ricchi, o ancora mangimi per animali da allevamento. (altro…)

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Centro Pace Rachel CorriePer approfondire le ragioni del conflitto libico, il Centro Pace “Rachel Corrie” organizza per venerdì 6 maggio alle 21, nelle Cantine del Palazzo Comunale di Ovada, un incontro con il professor Carlo Tombola.

Il nostro Paese si trova coinvolto, sul territorio libico, in un’altra guerra dall’esito alquanto incerto. La questione non può essere confinata entro lo schema della “guerra umanitaria” e dell’”esportazione della democrazia”. Il governo italiano ha infatti deciso di appoggiare l’operazione Odyssey Dawn per ragioni molto concrete, tra cui la competizione con Francia e Gran Bretagna nell’accaparramento delle forniture energetiche libiche e la necessità per rimediare ad uno squalificatissimo trattato italo-libico firmato a Bengasi nell’agosto 2008, al centro del quale stava l’”emergenza emigrazione” e un fiume di denaro.

Migranti, affari, commesse belliche, petrolio. La partecipazione libica in Unicredit e in Finmeccanica. I 60-80 miliardi di dollari di investimenti di Gheddafi nel mondo (fonte «Il sole24ore»). I due milioni di stranieri – 200mila all’anno – che il Ministero del Lavoro italiano stima necessari nel decennio che ci attende. Un intreccio di elementi che configurano uno scenario complesso ed inquietante, che Carlo Tombola affronterà nel suo intervento. Da una parte l’urgenza di lavoro e di futuro che preme sulla giovane popolazione africana, dall’altra la chiusura della “Fortezza Europa”, arroccata nella volontà di difendere la propria ricchezza, ma sempre più anziana e bisognosa di “giovani lavoratori”.

Insegnante e ricercatore, Carlo Tombola è uno dei massimi esperti italiani sul traffico illegale di merci ed armi. Per Jaka Book ha pubblicato nel 2002, con Sergio Finardi, il volume “Le strade delle armi”). Grazie al finanziamento della J. and C. MacArthur Foundation di Chicago ha fondato il centro di ricerca indipendente TransArms, che ha promosso studi sul commercio internazionale degli armamenti e la logistica per la difesa. È inoltre coordinatore scientifico di OPAL, Osservatorio Permanente Armi Leggere e Politiche Sicurezza e Difesa di Brescia, onlus che fa parte della Rete Italiana Disarmo.

In occasione dell’incontro sarà visitabile la mostra “Il Mercato Globale degli armamenti”, a cura di Carlo Tombola e del Centro Pace “Rachel Corrie”.

INFO Centro Pace “Rachel Corrie”- segreteria@centropacecorrie.it – tel 0143 835206

per approfondire: http://wp.me/p1sOmS-6M

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Vi auguro lo slancio per resistere; per lottare per la giustizia sociale ed economica; per conquistare la vostra vera libertà e uguali diritti.

Vi auguro la volontà e la capacità di evadere dalle vostre mura di prigione ben nascoste. Vedete, nella nostra parte del mondo, mura di prigione e spesse porte inviolabili sono anche troppo evidenti, ovvie, insopportabili, soffocanti; ecco perché restiamo indocili, ribelli, irati, e sempre attivi nel preparare il nostro giorno di libertà, di luce, quando metteremo insieme una massa critica di potere popolare sufficiente ad attraversare tutte le linee rosse categoriche. Allora potremo sbriciolare le vecchie, brutte, fredde, pesanti catene arrugginite che ci hanno imprigionato mente e corpo per tutta la nostra vita come il lezzo incontenibile di un cadavere putrescente nella nostra claustrofobica cella carceraria.
Le vostre celle sono invece del tutto diverse. I muri sono ben nascosti per non provocarvi la volontà di resistere. E non hanno porte: potete aggirarvi “liberamente” intorno, senza mai riconoscere la prigione più vasta nella quale siete pur sempre confinati.
Vi auguro un Egitto, di modo che possiate decolonizzare la vostra mente, perché solo allora riuscirete a visualizzare la vera libertà, la vera giustizia, la vera uguaglianza, e la vera dignità. (altro…)

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Dopo gli incidenti alle centrali nucleari giapponesi di Fukushima c’è stato un po’ di ripensamento nei programmi nucleari del governo italiano; lo stesso governo si è affrettato a emanare un decreto che rimanda di un anno le procedure di localizzazione delle possibili centrali nucleari (ma non le procedure di localizzazione dei depositi delle scorie radioattive); vari paesi hanno deciso di rivedere le condizioni di sicurezza delle centrali esistenti, le quali (sono quasi 450 nel mondo) continuano a frantumare nuclei di uranio e di plutonio e a generare ogni anno tonnellate di rifiuti radioattivi.
Dopo Fukushima sono cambiate molte cose, oltre che di carattere ambientale, di carattere economico. Negli ultimi anni c’era stata una lenta ripresa, in vari paesi del mondo, dei programmi di costruzione delle centrali nucleari, pubblicizzate come la fonte di elettricità che evita l’effetto serra, del tutto sicura, e questo fermento aveva messo in moto l’unica cosa che conta per il potere finanziario, i soldi, da investire nell’industria meccanico-nucleare che fabbrica le centrali nucleari e nell’industria delle costruzioni. La costruzione di una grossa centrale nucleare richiede, a parte i materiali nucleari veri e propri, circa un milione di tonnellate di cemento e acciaio, e poi nuove strade e porti e infrastrutture. Poi richiede complesse procedure burocratiche che a loro volta richiedono studi di sicurezza, commissioni tecniche, appalti, tutti costosi. (altro…)

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Dopo decenni in cui le rivendicazioni dell’ambiente venivano disattese, ora si sta seriamente riflettendo sul fatto che è arrivato il momento di ascoltarle.
L’idea, riferisce Wired, è nata in Bolivia e l’iniziativa si chiama Legge della Madre Terra e sarà discussa mercoledì alle Nazioni Unite sulla base della Dichiarazione Universale dei Diritti della Madre Terra, che è stata redatta dagli lo scorso anno. Entrambi i documenti sanciscono il diritto all’esistenza dell’ecosistema. Tale iniziativa è stata ampiamente criticata e bollata come una perdita di tempo. Ma molti ci credono.
GIURISPRUDENZA DELLA TERRA – “Deve accadere, prima o poi, che noi si garantisca all’ambiente una tutela dal punto di vista legale.” Ha dichiarato Patricia Siemen, direttore esecutivo del Centro di Giurisprudenza della Terra. “Deve essere un interesse primario per gli uomini, che fanno parte del mondo naturale.” Il primo principio della legge boliviana è che la Madre Terra è “un’unica, indivisibile comunità di esseri viventi collegati tra loro e che dalla terra vengono sostenuti e contenuti e ai quali la terra dà la possibilità di riprodursi”.
TRADIZIONI ANDINE – Che la legge venga dalla Bolivia non sorprende. Come ha osservato il Guardian,la legge è profondamente influenzata dalle tradizioni spirituali andine, che sono molto legate all’idea di un abbraccio quasi mistico nei confronti della natura. Inoltre, a seguito dei cambiamenti climatici, la Bolivia sta vivendo un periodo di siccità. Molte città boliviane, compresa la capitale, rischiano di diventare deserti prima della fine del secolo. Quando il confine tra proteggere la natura e proteggere la vita delle persone si assottiglia il discorso cambia.
CAUSA- Negli Stati Uniti già nel 1972 si parlava di dare diritti alla natura. Il primo a trattare l’argomento era stato Christopher Stone dell’University of Southern California. Il professore aveva scritto: “dire che l’ambiente naturale dovrebbe avere dei diritti non significa dire alcunché di sciocco e non significa affatto affermare che nessuno deve avere il diritto di tagliare un albero.” Stone proponeva che le persone si facessero custodi della natura. Un’idea che in questi tempi andrebbe rivalutata. I fautori dell’idea di conferire diritti legali alla Madre Terra sanno che ci sarà molto scetticismo e anche un’opposizione a tale iniziativa. È inevitabile, di fronte a qualcosa di nuovo. Certo, di fronte ai fatti che accadono, una considerazione va fatta: meno male che la Madre Terra finora non ha avuto diritti, altrimenti chissà che causa avrebbe già intentato al genere umano. (da www.giornalettismo.com)

19 aprile 2011


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