I piccoli contadini, circa 3 miliardi di persone, producono il 70% del cibo coltivando il 30 % delle terre coltivabili. L’Agrobusiness, ovvero l’agricoltura petrolifera senza contadini, distrugge acqua e terra fertile ed espelle milioni di contadini nelle bidonville.
Negli ultimi anni in tutto il mondo, e anche in Italia, l’agricoltura contadina, basata sulla coltivazione diretta della terra e l’utilizzo di tecniche non distruttive, sta conoscendo una sorprendente rinascita. E’ un fenomeno di indubbio significato culturale, ma anche economico e sociale.
Massimo Ceriani e Giuseppe Canale stanno conducendo una ricerca volta a costruire una mappatura italiana di esperienze e pratiche di agricoltura contadina, tra di loro molto diverse, che stanno cercando di conoscersi e di farsi conoscere. In una trentina di interviste a contadini, a cooperative, a realtà ibride di un’agricoltura che tiene ( a differenza delle migliaia di aziende agricole che ogni anno chiudono), i due hanno preso in considerazione territori diversi, dall’Ossola al Cuneese, dall’Appennino romagnolo a quello emiliano alla pianura padana, dalla costa ionica all’entroterra ligure di levante …Il Centro Rachel Corrie li ha recentemente incontrati.
G. Canale è economista, formatore, consulente di organizzazione. Interessato al tema per tradizioni familiari
M. Ceriani è consulente e formatore professionale. Autore di varie ricerche basate sulla raccolta di testimonianze. Da ultimo: “Parole di donne. Un confronto con l’esperienza femminile”, Edisse 2009.
Leggi Contadini per scelta – racconti dopo il mondo dei vinti
Agricoltura contadina contro Agrobusiness
11 luglio 2011 di cen11


[...] per intervistare quei contadini che cercano di affermare un modo migliore di coltivare la terra (leggi sul nostro blog). Il confronto a Valli Unite partiva da una questione cruciale, da un interrogativo di fondo che è [...]